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Parliamo di Tutto, Ovunque ed in una volta

 

…Ovvero di Everything Everywhere All at once.

Spiacente di aver deluso chi pensava avrei parlato realmente di tutto, ovunque ed in una volta, ammesso sia possibile e, nel caso lo fosse, proponibile in un articolo online con un limite di circa millecinquecento caratteri. 


 Figura (fonte 1.) Da sinistra in alto Waymond (Ke Huy Quan), Joy (Stephanie Hsu), Evelyn (Michelle Yeoh), l’ispettrice delle tasse (Jamie Lee Curtis) ed il padre di Evelyn (James Hong).

 Everything Everywhere All at once è il film-capolavoro co-scritto e co-diretto da Daniel Kwan e Daniel Scheinert (conosciuti anche come i Daniels) che ha letteralmente spopolato agli oscar 2023, vincendo ben sette premi, inclusi migliore regia e miglior sceneggiatura originale. Si tratta di un film di assoluti, ma non per l’accoglienza positiva della critica, piuttosto per la straordinaria capacità narrativa dei due sceneggiatori, artefici del mirabile compendio di tutti i possibili generi (dal comico al drammatico, dalla fantascienza al nonsense-parodico) per raccontare tematiche quotidiane, quali l’insofferenza per la propria condizione di vita e per i difficili equilibri famigliari. Il titolo del film è dunque perfettamente descrittivo del suo contenuto, che racchiude tutti i generi (Everything), tematiche comuni ovunque (Everywhere), circoscritti ad una singola narrazione (All at once).

Proprio per questa ragione, qualunque tipo di recensione o tentativo di spiegazione del film è  estremamente limitato e riduttivo rispetto al suo incredibile contenuto, espresso in sole due ore e venti minuti di risate, di suspense e di lacrime. Persino parlare di tutto, ovunque ed in una volta potrebbe quindi essere più semplice che recensire Everything Everywhere All at once in un articolo online con un limite di circa millecinquecento caratteri!

Tuttavia l’obiettivo è semplicemente trasmettere la mia opinione estremamente positiva riguardo la narrazione, di darne delle possibili chiavi di lettura (derivanti dalla mia personale interpretazione e da altre fonti online) e di invitare chi non avesse ancora visto il film a spendere costruttivamente due ore e venti minuti della propria vita per assaporare la fotografia, le colonne sonore, gli effetti speciali e gli altri minuziosi dettagli di Everything Everywhere All at once che, per mia negligenza o per mancanza di spazio-tempo, non sono descritti in questo articolo.

Chiave di lettura zero – la trama: non solo un film sul multiverso

La situazione iniziale di Evelyn (Michelle Yeoh) è critica. Si tratta di una donna di mezza età cinese immigrata negli Stati Uniti con il marito Waymond (Ke Huy Quan), con il quale gestisce una lavanderia a gettoni. Evelyn è impelagata tra cumuli di tasse da pagare, quando Waymond cerca di comunicarle che vorrebbe divorziare, la figlia adolescente Joy (Stephanie Hsu) cerca di farle accettare la sua omosessualità, ed il padre (James Hong) viene a farle visita dalla Cina. La situazione di stress culmina nello studio dell’ispettrice delle tasse (Jamie Lee Curtis), la quale da un ultimatum alla famiglia per chiarire alcune dichiarazioni fraudolente e pagare le tasse. Evelyn al culmine dello stress viene raggiunta da Alpha-Waymond, ovvero Waymond proveniente da un altro universo, che le comunica la presenza di un pericolo per i molteplici universi esistenti, rappresentato da Jobu Tupaki, che solo Evelyn può sconfiggere. Boom. Siamo al primo cambiamento di genere: da comune donna di mezz’età, con le difficoltà e le disillusioni della realtà quotidiana, Evelyn si trasforma in un’insospettabile supereroina, con la responsabilità di salvare il multiverso. Inizia una serie di scene assurde che sarebbe un peccato non vedere e durante le quali ci si domanda quale sia la direzione che la narrazione sta assumendo. Boom. Evelyn si evolve, cambia atteggiamento e riesce a riconciliarsi con la famiglia (frase sibillina per cercare di evitare troppi spoiler, che comunque seguiranno nelle prossime chiavi di lettura).

Chiave di lettura uno – cultura nerd: nessun riferimento è lasciato al caso

Come dichiarato dagli stessi Daniels, il film è fortemente ispirato a Fight Club e Matrix, anche se la protagonista è un’insospettabile donna di mezz’età e le circostanze sono piuttosto umoristiche.

Lo stereotipo del maestro di kung-fu saggio e canuto, già ripreso in Kill Bill, deriva sicuramente da film cult quali Karate-kid ed altri usciti negli anni ‘80. Secondo altre fonti, ci sarebbero numerosi riferimenti ad alcuni episodi di Rick e Morty, serie animata statunitense che parodizza Ritorno al futuro (per maggiori informazioni sulle dichiarazioni dei registi al riguardo, si legga la fonte 5.).

Il meta-cinema, ovvero la scena in cui Evelyn guarda un film su sé stessa, diretto proprio dai Daniels, è tratta dal finale di Paprika, lungo-metraggio animato di Satoshi Kon che, a mio personale parere, ha anche ispirato il primo colorato ingresso di Jobu Tupaki, il cui outfit richiamerebbe lo stile di Elvis Presley.

Chiari i riferimenti comici a 2001: Odissea nello spazio, la cui parodia mostra le origini di un assurdo universo in cui le dita sono sostituite da würstel, ed a Ratatouille, in cui però il ratto è sostituito da un procione (anche se l’umorismo non rende nella versione italiana, mentre ratatouille – raccaccoonie – raccoon calzano a pennello nella versione originale). Altri riferimenti a film precedenti dei due interpreti di Evelyn e Waymond (Michelle Yeoh e Ke Huy Quan, rispettivamente) sono descritti nella fonte 6.

A questo punto, ci si potrebbe chiedere se sceneggiatura e regia siano davvero originali. Domanda molto interessante, che si potrebbe estendere ad ogni film, ad ogni libro e ad ogni invenzione scientifica, e la cui risposta dipende dalla definizione di originalità, che va oltre l’obiettivo di questo articolo e potrebbe diventare tema di un articolo a sé stante…

Chiave di lettura due – la catarsi di Evelyn: la comprensione dei propri famigliari

In fase iniziale, Evelyn è in una situazione in bilico tra due fonti di tensione: il lavoro, che incombe con le tasse da pagare, e la famiglia, che richiede costanti attenzioni. Da un lato, il marito Waymond le presenta i documenti per il divorzio perché si sente non ascoltato e non apprezzato. Dall’altro, la figlia Joy vorrebbe che Evelyn accettasse realmente la sua relazione omosessuale e che comprendesse il suo desiderio di indipendenza e di ribellione generazionale. Eppure Evelyn è stressata dal lavoro e vede solo la superficie: il marito passivo, la figlia ingrassata ed il padre esigente e mai soddisfatto. Boom. L’ingresso di Alpha-Waymond capovolge tutto, cambia le priorità. Cosa importano le tasse se il multiverso potrebbe soccombere all’interno di una ciambella-gigante(-buco-nero) costruita da Jobu Tupaki? E se Jobu Tupaki non fosse altro che Joy, che è stata portata a quello stadio proprio dalla defunta Alpha-Evelyn? Ci sarebbero solo due possibilità per salvare il multiverso: sacrificare Joy o cercare di comprenderla e raggiungere il suo stesso stadio. Evelyn sceglie la seconda opzione ed arriva ad accedere a tutti gli universi simultaneamente per vedere ciò che vede Joy. Effettivamente, l’umanità nella sua inutile piccolezza non ha senso d’esistere. Nulla ha importanza, potremmo anche soccombere in una ciambella-gigante(-buco-nero), Joy non ha torto. Boom. Ed è lì che, ancora una volta ed ancora più insospettabilmente, entra in gioco Waymond-marito che, sebbene ignori gli universi paralleli, lancia un disperato grido di pace. Grazie a Waymond, la capacità di comprensione di Evelyn aumenta, consentendole di vedere il modo non-violento con cui gli uomini si battono per raggiungere i propri obiettivi, basato sulla speranza e sull’amore. Evelyn dà a Joy delle dimostrazioni di speranza, non-sense ed in evoluzione continua (né definitive, né compiute), con le quali, insieme al padre ed a Waymond, riesce a salvare Joy ed il multiverso dall’incombente ciambella-gigante(-buco-nero). Boom. Dopo l’exploit del positivo, ritorniamo al quotidiano: i problemi delle tasse per salvare la lavanderia a gettoni sono ancora lì, ma anche l’amore tra Evelyn, Waymond e Joy, rigenerato rispetto la fase iniziale di insofferenza.

Interessante notare come Evelyn comunichi in mandarino, cantonese e inglese con Waymond, in cantonese con il padre ed in mezzo-mandarino e inglese con Joy. La commistione tra le varie lingue e la differenziazione tra i modi di esprimersi dei personaggi potrebbero essere simbolo delle difficoltà comunicative di Evelyn con gli altri membri della famiglia e con Joy in particolare, che non conosce bene il mandarino. Ed anche questo tema potrebbe costituire un articolo a sé stante…

Chiave di lettura tre – filosofia: nichilismo ed esistenzialismo

Due simboli opposti sono ricorrenti nella storia: la ciambella-gigante(-buco-nero) e gli occhi di plastica. La ciambella-gigante(-buco-nero) riconduce al negativo: le tasse da pagare, l’ispettrice delle tasse, la crisi generazionale di Joy, Joy/Jobu Tupaki che vuole suicidarsi e/o far soccombere l’umanità. In altre parole, la ciambella-gigante(-buco-nero) rappresenta il nichilismo: nulla ha importanza né senso nel multiverso. Gli occhi di plastica riconducono al positivo: Waymond ed i suoi modi gentili e giocosi, e la comprensione finale di Evelyn (il terzo occhio). In tal caso, con gli occhi di plastica si allude all’esistenzialismo: è possibile interrogarsi, comprendersi e trovare un significato alla propria vita. Inutile dire che anche la rappresentazione simbolica di nichilismo ed esistenzialismo non è casuale e rimanda al simbolo dello Yin e dello Yang. Infatti, la ciambella-gigante(-buco-nero) è nera ed ha un buco al centro, corrispondente al vuoto di significato dell’esistenza secondo il nichilismo; mentre gli occhi di plastica sono bianchi con la pupilla nera al centro, che rimanda al concetto di pienezza di significato dell’esistenzialismo.

Insomma, si tratta di un film ben ponderato, in cui anche l’apparente caos iniziale si risolve in maniera coerente…potremmo scrivere che neanche il caos è lasciato al caso! I Daniels hanno davvero realizzato un film-capolavoro con uno stile narrativo unico per argomenti triti e ritriti, quali le relazioni madre-figlia e moglie-marito.

Mi sarebbe davvero piaciuto poter contribuire insieme a loro alla realizzazione di Everything Everywhere All at once. Chissà, magari, in un universo parallelo…

Fonti e siti consigliati

1.      Sito WallpaperAccess (https://wallpaperaccess.com/everything-everywhere-all-at-once)

2.      YouTube channel Screen Rant, video Everything Everywhere All At Once: 25 Things You Missed (https://www.youtube.com/watch?v=kH8zewo1Ol0 )

3.      YouTube channel Bolchegeek, video Le secret de Everything Everywhere All at once (https://www.youtube.com/watch?v=mw1M-ImGaG8)

4.      Wikipedia, consultata il 01-04-2023 (https://en.wikipedia.org/wiki/Everything_Everywhere_All_at_Once)

5.      Blog Animated Times, articolo “It was a really frustrating experience”: Everything Everywhere All At Once Directors Reveal Their Hatred for Rick & Morty After $108M Movie Won 7 Oscars, consultato il 01-04-2023 (https://www.animatedtimes.com/it-was-a-really-frustrating-experience-everything-everywhere-all-at-once-directors-reveal-their-hatred-for-rick-morty-after-108m-movie-won-7-oscars/)

6.      Blog Screen Rant, articolo Everything Everywhere All At Once Easter Eggs & References, consultato il 01-04-2023 (https://screenrant.com/everything-everywhere-all-at-once-easter-eggs-references/)

7.      Blog La Balena Bianca, articolo “Everything Everywhere All at Once”: Il bagel è tutto, consultato il 01-04-2023 (https://www.labalenabianca.com/2022/10/27/everything-everywhere-all-at-once-il-bagel-e-tutto/)

 

  Bradamante

 

 

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