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Bontà e cattiveria: chi sono costoro?

Sin dall'infanzia, siamo educati ai concetti di bontà e cattiveria. Se ascolti la mamma e la maestra, sei un "bimbo buono"; se fai i capricci, sei un "bimbo cattivo"; se vai bene a scuola, potresti essere una "secchia" per i tuoi compagni (o un "nerd", a seconda delle generazioni), ma anche un "ottimo studente" per i tuoi insegnanti; mentre se vai male a scuola, spesso rimani un "cattivo esempio" sia per i tuoi compagni sia per i tuoi insegnanti; e così via, sino all'età adulta.  Ma cosa sono realmente  la bontà e la cattiveria, il bene ed il male? Mi sono posta questa domanda diverse volte nella vita, per capire come agire, cos'è giusto e cos'è sbagliato. Non ho mai trovato nessuna vera risposta univoca. Da piccola perlopiù seguivo l'opinione degli adulti: ciò che era bene per loro, era bene per me. Non ero una grande ribelle, anche se non esitavo a contraddire i miei genitori non appena scorgevo delle inc...

Nuovi inizi, nuove possibilità

Il primo giorno dell’anno ha sempre un’aura particolare: non è solo una data sul calendario, ma un invito a guardare avanti, a prendere fiato e a pensare a ciò che vogliamo diventare.

Oggi sono passati sei giorni dal 1°gennaio 2026 e, dopo aver dedicato le ultime riserve energetiche alla digestione dei panettoni e dei pandori, constatiamo che il 2026 si apre davanti a noi come un foglio bianco, pronto a essere riempito da scelte, incontri e scoperte. Proprio qui nasce la prima piccola tensione, una sensazione familiare a molti: il foglio bianco spaventa. La sua perfezione apparente ci mette di fronte a una scelta infinita, e spesso ci blocca prima ancora di iniziare.

E così, il 2026 risulterà uguale al 2025, che era stato uguale al 2024, identico al 2023, preciso al 2022, pari al 2021, medesimo al 2020, ..., aequalis 190 a.C.



Eppure, il foglio bianco può essere un nemico, ma anche una risorsa. Non serve stravolgere tutto per cambiare; basta iniziare, anche con una piccola riga.

Una citazione attribuita a Bill Gates afferma: tendiamo a sovrastimare ciò che possiamo fare in un anno e a sottostimare ciò che possiamo realizzare in un decennio.

E forse è proprio per questo che i nuovi inizi fanno paura. Forse ci spaventa l’idea di dover trasformare tutto subito, di dover vedere risultati immediati.

Ma la verità è che, se da un lato il progresso può essere tracciato misurando le abitudini giorno per giorno, il cambiamento non si può esprimere nel quotidiano o con risultati eclatanti immediati.

Ed è qui che prende origine il potenziale dei nuovi inizi: energia fresca per cominciare delle abitudini che, a piccoli passi e con costanza, ti portano dove desideri. Gesti che sembrano insignificanti ma che, accumulati nel tempo, tracciano una traiettoria sorprendente. Ogni piccolo gesto, ogni riga tracciata sul nostro foglio bianco, è un mattone che costruisce il 2026.

E quella del foglio bianco non può essere solo una metafora: per trasformare i nuovi inizi in qualcosa di concreto, bisogna scrivere fisicamente, con carta e penna. Il gesto di tracciare le parole sul foglio non è solo simbolico: mette in moto connessioni neuromuscolari tra mano, occhio e cervello, rafforzando la memoria e consolidando le intenzioni nella mente.

Quando scriviamo, il cervello attiva circuiti diversi rispetto al semplice pensiero astratto o alla digitazione su uno schermo. La penna che scorre sulla carta crea un ritmo, un movimento che lega il gesto alla volontà, rendendo più reale ciò che vogliamo costruire. Ogni frase, ogni elenco di passi quotidiani, ogni piccolo obiettivo diventa più tangibile, più facile da ricordare e da seguire nel tempo.

Così, mentre fissiamo grandi obiettivi a lungo termine - sogni da raggiungere in anni o decenni - possiamo accompagnarli con azioni quotidiane concrete. Scrivere non serve solo a pianificare, ma a trasformare la nostra energia in azione, a segnare sul foglio ciò che vogliamo diventare e a ricordarci, giorno dopo giorno, che il cambiamento nasce dall’unione tra mente e corpo.

Non serve aspettare il primo dell’anno per prendere in mano il nostro foglio bianco e cominciare a scrivere. Eppure, ora che il 2026 è davanti a noi, tanto vale approfittare di questo nuovo inizio: una pagina immacolata dove tracciare piccoli gesti quotidiani, fissare grandi obiettivi e concedersi la libertà di sperimentare. Ogni parola scritta, ogni passo deciso, ogni pensiero messo nero su bianco ci avvicina alla versione di noi stessi che desideriamo diventare, un gesto alla volta. E non importa se state leggendo questo articolo il 14 luglio: ogni giorno può essere l’inizio di qualcosa di nuovo.

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