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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Non solo papere - tutta la storia della Villa

Il Giardino Bellini è il principale giardino della Catania odierna, ed è indicato spesso come Villa Bellini. Ancora più semplicemente, localmente è spesso indicato semplicemente come 'a Villa. E già in queste prime due righe c'è un problema enorme, insormontabile: ricordo quando degli amici friulani vennero a fare visita a Catania, e restarono sorpresi dall'assenza di una vera e propria Villa.

Cioè, alla Villa non c'è una casa. Un'abitazione di lusso, o di villeggiatura. Non c'è una villetta, neanche piccola. C'è solo un giardino. Un bel giardino, magnifico e imponente, ma nessuna villa. Non fatevi strane idee. Nel linguaggio ottocentesco e primo-novecentesco, soprattutto in Sicilia e nel Sud Italia, il termine villa indicava un giardino alberato, un parco pubblico o un viale alberato, non necessariamente una costruzione. È lo stesso motivo per cui a Palermo c’è la Villa Giulia e a Napoli il Viale delle Ville: erano “ville” nel senso di passeggiate.

La Villa si compone di due nuclei: uno settecentesco, il Labirinto, di Ignazio Paternò Castello, quello coi labirinti di siepi e le fontane (soprannominate dai catanesi sghicci), e uno ottocentesco, gli Orti del Toscano, un altro Paternò, Antonino, appartentente ad un'altra casata, che era vicino di casa del lontano cugino Ignazio.

Nel 1854, un intraprendente comune di Catania acquista tutti i pezzi di terreno - alcuni dei quali in decadimento spinto - dagli eredi delle famiglie Paternò e nel 1863 dà le chiavi dei cancelli all'architetto Ignazio Landolina, dicendo qualcosa tipo: "teni, vita, abbessalo come sai fare tu". Come tradizione millenaria catanese vuole, i lavori durarono all'incirca assai, e finirono nel 1875. Hanno calato un bel busto di Bellini, naturalmente, hanno comprato nuovi pezzi di terreno dai Paternò di Manganelli e dai Padri Cappuccini, sistemarono un viale per le carrozze e uno spiazzo per gli spettacoli.

Nel 1880 completarono il Viale degli Uomini Illustri, cioè un viale dove vi sono i busti degli uomini più influenti della città e d'Italia.

Nel frattempo si è già fatto il 1883 e finalmente si riuscì ad inaugurare la Villa per i catanesi.

Nel 1911, il giornale satirico Lei è Lario raffigura Giolitti in cui, nella sua campagna elettorale, promuove l'ampliamento dello sghiccio della Villa. Questo testimonia come il Giardino fosse già entrato nel cuore dei Catanesi.


Nel 1932 venne aperto l'ingresso da via Etnea. Fino ad allora, il quartiere intorno a Via Umberto era considerato malsano e degradato.

Durante la guerra, i tedeschi furono affascinati dalla Villa, tanto da renderla soggetto di una buona parte della loro produzione fotografica risalente al periodo della loro permanenza in Sicilia. Durante l’occupazione tedesca in Sicilia (1943, soprattutto nei mesi precedenti e durante l’Operazione Husky), numerosi soldati della Wehrmacht e della Luftwaffe scattarono fotografie a Catania. Qui i tedeschi, alleati degli italiani fascisti, vi svolgevano le loro particolari cerimonie funebri in stile nordico, uno spettacolo del tutto esotico per i catanesi.

Quando, poi, i tedeschi dovettero cedere il passo agli Inglesi, installarono alla Villa il loro campo, con stupore dei catanesi che ricordano oggi, nelle interviste: C'erano macari i niuri. Si tratta degli eserciti, provenienti dalle colonie inglesi. Qui c'è qualche foto.

All'interno della Villa c'era anche uno dei rifugi antiaerei segnalati durante la Seconda Guerra Mondiale: il Criptoportico. Queste erano le stalle dei Majorana.

Tra il 1950 e la metà del 1980 si decide di strafare: iniziano a portare animali esotici, papere, pavoni, scimmie e perfino elefanti. Molti catanesi ricordano ancora oggi l'Elefante Tony, donato dal Negus di Etiopia, e Gino da Villa, la scimmietta.

Recuperiamo alcuni commenti facebook, che trascriviamo in forma anonima: 

E chi se lo dimentica, c'era anche la scimmia chiamata Gino e se uno doveva dire a un altro che era brutto, gli si diceva:”pari Gino da Villa”.

Io ci andavo ogni domenica per vedere l'elefante i pavoni i cigni e poi la scimmia Gina da villa. Non era domenica se poi non mi facevo un giro con la bici a quattro ruote 

Io ricordo la scimmietta .. anche una signora anziana con il trenino .. le papere all ingresso… ho 29 anni..!! Bei ricordi di quando ero piccola ♥️

Questi commenti risalgono a tre anni fa, e mostrano come la Villa abbia fatto parte dei ricordi della maggior parte dei catanesi. Io, trentenne nel 2025 ho un vago ricordo delle papere (bersaglio dei "vandali"), del Carnevale, e ho partecipato in tempi recenti a diversi concerti organizzati alla Villa.

Oggi ci si lamenta del degrado in cui versa il giardino. Per me questo è solo parzialmente vero. Reputo che non sia estremamente curato, che sia ormai assente il piccolo zoo, e che questo sia un bene per gli animali stessi, ma che non sia un luogo a cui non ci si può nemmeno avvicinare, come sostiene qualche estremista dei commenti che, probabilmente, non esce dal suo villone borghese dal 1991. Si potrebbe fare di meglio, certamente, ma la Villa continua a restare un luogo accogliente.

Si potrebbero valorizzare i tour guidati al suo interno, diversificare l'offerta di eventi che accoglie, rendere costantemente accessibile il criptoportico. 

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