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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Cosa resta del Natale, quando lo si guarda con occhi diversi.

Feste e sostenibilità: un binomio possibile.

Articolo di Valentina Anna Amato, vicepresidente e cofondatrice di 350 Sicilia, associazione ambientalista che si pone come obiettivi principali la sensibilizzazione cittadina, la salvaguardia del territorio e la difesa dei diritti umani

 

Mi sono tante volte sentita fuori posto, a Natale… Eppure amo questa festa e continuo a farlo, nonostante gli eventi personali e circostanti. Mi porta serenità interiore: è un periodo in cui si tirano le somme dell’anno trascorso e in cui si prova a estrarre il bello da quanto accaduto. Nel mio caso, non tanto per fare bilanci ordinati, quanto per fermarmi un momento e capire cosa è rimasto davvero con me. Forse è anche per questo che resta uno dei miei periodi preferiti.

Ho tanti ricordi legati al Natale: i più recenti, mi vedono in Belgio, dove mi sono trasferita nel 2021, in un quadro che si presta pienamente all’atmosfera natalizia, sebbene lontana dagli affetti familiari. Mercatini, neve, spettacoli…

 


Natale a Bruxelles


Manneken pis, simbolo di Bruxelles, in versione natalizia

Una bellissima cartolina, ma sento che manca comunque qualcosa difficile da definire. Scavando più in profondità, mi ritrovo a uno schiocco di dita a casa di mia nonna, dove la famiglia si riuniva per un momento conviviale, giocoso e in qualche modo felice. Perché, in fondo, il Natale ci ricorda anche che niente è perfetto, che si dovrà ancora una volta essere sottoposti a delle conversazioni scomode, rispondere alle domande dei parenti e mettere tutto da parte “per essere più buoni”. Eppure, anche quello era un modo per essere tutti riuniti e stare insieme. “Quello era solo l’antipasto”, “Ma c’è ancora il dolce?”, “Alle 5 facciamo merenda”, quando in realtà avevamo appena finito di mangiare… e poi l’immancabile tisana per digerire, le maratone di film a tema, con un pizzico di “mala” post-feste… i siciliani sanno!

Casa dei nonni è il luogo in cui ti senti ancora bambino: le decorazioni, i grandi pranzi senza fine, la tombola… chi ci riporta indietro tutto questo? Tutto è cambiato. La società è cambiata… e con questa anche noi. Ma in questa trasformazione c’è forse ancora spazio per un Natale che possiamo celebrare a modo nostro, secondo una misura che ci somigli di più.

Se mi chiedessero come vivere oggi le festività, probabilmente esiterei. Viviamo un tempo in cui ci sentiamo spesso sopraffatti, in cui tutto sembra instabile, e anche le certezze che associavamo al Natale vacillano. Persino la culla del Natale è stata distrutta. Personalmente, fare qualcosa per gli altri, per la comunità, mi aiuta. Mi consola e mi motiva allo stesso tempo. Non perché risolva tutto, ma perché dà senso. Fare qualcosa in cui si crede, anche in piccolo, può essere sorprendentemente potente.

Penso sia possibile festeggiare senza strafare e inseguire l’eccesso: preparare un pasto caldo per qualcuno che non può permetterselo, evitare di sprecare il cibo in eccesso dando libero sfogo alla creatività e reinventando alcuni piatti per i giorni a seguire, non acquistare regali “tanto per” e mirare al fai da te. Da qualche anno è tornata in voga anche la moda del Secret Santa, affinché ognuno possa avere un regalo ma senza corsa agli acquisti e accumulo di oggetti di poco valore. Imballaggi riciclati, doni solidali, commercio locale, seconda mano e nuova vita all’usato, le idee ormai non mancano per non lasciarsi trasportare dal consumismo. Non sempre riesco a fare tutto nel modo giusto. A volte compro o cucino troppo, e me ne accorgo tardi. Ma ultimamente ho imparato a fermarmi un attimo prima di riempire il carrello o il tavolo. Un’attenzione speciale la riservo agli animali: rinunciare ai fuochi d’artificio non è un sacrificio se riflettiamo ai benefici che questo gesto comporta. E, per finire, circondarsi di persone che fanno bene al cuore, di attività che si ha voglia di fare, per una sostenibilità fisica ed emotiva.

Dunque, cos’è per me il Natale? Un momento intenso ma consapevole.

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