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Bontà e cattiveria: chi sono costoro?

Sin dall'infanzia, siamo educati ai concetti di bontà e cattiveria. Se ascolti la mamma e la maestra, sei un "bimbo buono"; se fai i capricci, sei un "bimbo cattivo"; se vai bene a scuola, potresti essere una "secchia" per i tuoi compagni (o un "nerd", a seconda delle generazioni), ma anche un "ottimo studente" per i tuoi insegnanti; mentre se vai male a scuola, spesso rimani un "cattivo esempio" sia per i tuoi compagni sia per i tuoi insegnanti; e così via, sino all'età adulta.  Ma cosa sono realmente  la bontà e la cattiveria, il bene ed il male? Mi sono posta questa domanda diverse volte nella vita, per capire come agire, cos'è giusto e cos'è sbagliato. Non ho mai trovato nessuna vera risposta univoca. Da piccola perlopiù seguivo l'opinione degli adulti: ciò che era bene per loro, era bene per me. Non ero una grande ribelle, anche se non esitavo a contraddire i miei genitori non appena scorgevo delle inc...

Juche (juu che?) e altre cose sull’unica necrocrazia al mondo

 Tra culto totalitario, ideologia di stato, religioni e marxismo applicato alla società eremita

Innanzitutto, cos’è esattamente una necrocrazia? Quando pensiamo alla Corea del Nord, ci vengono probabilmente in mente parole come dittatura, paese-bunker, crimini contro l’umanità e… la faccia di Kim Jong-un. Necrocrazia non è sicuramente la prima parola a cui pensiamo, eppure, la Corea del Nord è l’unica necrocrazia al mondo. Secondo wikipedia, necrocrazia è quel regime politico che opera ancora secondo le regole di un ex leader morto (Kim Il-sung, nonno dell’attuale rappresentante politico). Kim Il-sung, fondatore della Corea del Nord, è diventato presidente eterno, dopo un lungo governo di più di quarantacinque anni. Quindi, in poche parole, il presidente è una persona già morta (tra l’altro, nel lontano 1994). Sì, proprio così! Quello che oggi conosciamo come rappresentante politico della Corea del Nord (Kim Jong-un) non è che il leader supremo e capo unico del partito. Il padre di Kim Jong-un è, invece, ancora oggi (l’eterno!) Segretario generale di Stato, nonostante sia morto ventinove anni fa. 


Ma, attenzione, non è questa la cosa più assurda. Con la dittatura, ogni religione è stata vista come una minaccia e, di conseguenza, ogni forma di culto è stato da allora soppressa (ehm, sì, non proprio una novità!). Il buddismo è il culto storico del Paese (insieme al neoconfucianesimo e allo sciamanesimo coreano), di cui sono testimonianza gli antichissimi templi che si possono ancora visitare. Eppure, assenza di religione non significa affatto assenza di ideologia ovviamente, anzi! La Corea del Nord è la dimostrazione che un paese possa credere in una “religione” antropocentrica, come quella in cui credono i coreani (del nord, ovviamente). Questo credo nasca con la fondazione della Corea del Nord con Kim Il-sung. Secondo questa che loro considerano una ideologia e una religione, “homo faber fortunae sui”, nel senso che, come nell’Umanesimo italiano, dopo secoli di Medioevo (e di conseguenza, di prospettiva fortemente teocentrica e di memento mori, o meglio, come dicevano senz’altro nel Medioevo: “ricordati che devi morire”), si passa ad una visione antropocentrica in cui è l’Uomo, e non più Dio, ad essere al centro dell’Universo.

 

Purtroppo però, nel caso della Corea del Nord, non si tratta semplicemente di una visione antropocentrica e di autodeterminazione (magari..!), sebbene, anche nel loro caso, il motto sia “ogni uomo è artefice del suo destino”. La parola Juche, tanto per cominciare, usata in maniera ufficiale dal leader della nazione in un discorso al partito dei lavoratori coreani (correva il lontano 1955), significa “autodeterminazione”, “autosufficienza”. In parte, questa ideologia deriva dal pensiero marxista-leninista, a cui, tra l’altro, spesso ricondotta.

Pur essendo stato ideato a metà degli anni ’50, a differenza del governo, l’ideologia è andata evolvendosi. Da ideologia puramente marxista e antimperialista, si evolve, grazie a pensatori e filosofi che ne hanno elaborato ulteriori sviluppi, in un’ideologia filosofica basata sull’umanesimo, molto spirituale, a differenza degli inizi basati su una cultura materialista. Infine, l’ultimo stadio evolutivo di questa ideologia la vede evolversi in una vera e propria dottrina religiosa (con tanto di riti!). Le date capisaldi dell’ideologia sono quelle che indicano la data di nascita del loro leader spirituale, fondatore della nazione, ossia il 15 aprile 1912. A partire da questa data, si celebra l’unione tra il fondatore della Corea e il suo popolo.

Dopo essere stata ideata da Kim Il-sung, l’ideologia assume i caratteri di una dottrina religiosa con il figlio, Kim Jong-il. Secondo tale religione, Kim Il-sung viene letteralmente venerato.

Tale dottrina esercita chiaramente una forte influenza sulla mentalità della nazione. Ogni individuo crede nell’eternità del suo stato sociale (della sua classe sociale, chiamata songbun) che viene tramandato di generazione in generazione. Si può essere privilegiati fedeli del leader, gente comune o oppositori del regime. Secondo alcuni critici, rispetto all’inizio, nelle ultime sue fasi, il Juche ha perso tutte le caratteristiche marxiste, arrivando quasi a capovolgerne gli aspetti più tipici. Per i coreani, prima del materialismo e della lotta di classe, ha più valore l’ideologia, e persino le classi e la gerarchia sociale prevalgono sull’uguaglianza tipica del marxismo-comunismo. Questa ideologia, spesso messa sullo stesso piano del marxismo-leninismo, è sostanzialmente diversa, e privilegia il nazionalismo, e per questo spesso ridicolizzata, in particolare da altre repubbliche popolari socialiste.

 Miriam Al Tawil

 


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