Il termine tradizione deriva dal latino tradĕre, che significa consegnare, affidare. Curiosamente l'etimologia di tradizione è identica a quella di tradimento.
L'evoluzione delle tradizioni nel tempo e nello spazio è infatti imprevedibile, comportando talvolta il tradimento dei principi su cui la tradizione era inizialmente fondata.
Le festività natalizie coincidono con i Saturnalia latini, feste pagane in onore del dio Saturno, celebrate in occasione del solstizio d'inverno. Curioso come i Saturnalia somiglino molto più al Carnevale, quando è lecito insanire ed invertire i ruoli sociali (nobile-povero), piuttosto che al Natale stesso.
Due danzatori durante i Saturnalia.
E chissà cosa si scoprirebbe se si potesse andare indietro nel tempo.
Sicuramente il solstizio d'inverno, così come quello d'estate e gli equinozi d'autunno e primavera, erano scanditi dalle prime popolazioni sedentarie, attraverso l'utilizzo dei dolmen e dei grandi monoliti che, tra le altre funzioni, servivano come indicatori del tempo.
La religione cristiana nasce in seno ad innumerevoli tradizioni già presenti, che tradiscono la base pagana e naturalistica per adattarsi alle nuove esigenze di una civiltà (forse) più evoluta.
E noi che ci lamentiamo della globalizzazione e delle feste "stravolte" dagli Americani, che non sono altro che Europei, trasferitisi nel nuovo mondo da ormai diverse generazioni.
Sia chiaro, non simpatizzo per la cultura capitalista e liberale vigente negli Stati Uniti (peggiorata, se possibile, dai falsi ideali nazionalisti dell'attuale governo in carica). Semplicemente, credo che tradire la tradizione sia "normale" e che l'umanità abbia più volte assistito a simili fenomeni di contaminazione.
La contaminazione non va demonizzata.
Il modo migliore per preservare la tradizione è infatti adattarla ai tempi, analizzando e comprendendo le commistioni e contaminazioni, nei loro aspetti positivi e negativi.
In questo articolo voglio parlare di Babbo Natale (Papà Natale o Santa Claus, comunque lo si voglia chiamare).

L'evoluzione (o involuzione) di San Nicola.
Prima della figura famigliare del vecchietto paffuto e vestito di rosso che porta doni ai bambini per Natale, esisteva già nell'Europa Orientale la figura di San Nicola. San Nicola era un vescovo romano, abitante in Licia, l'attuale Turchia, e molti dei suoi miracoli erano volti alla protezione di donne e bambini. Pertanto, San Nicola rimase nella tradizione popolare cristiana il patrono dei bambini.
Svatý Mikuláš è proprio San Nicola in lingua ceca (Sankt Nikolaus in tedesco, Samichlaus in svizzero, Sinterklaas in olandese e via discorrendo). Il 6 dicembre di ogni anno, i Cechi celebrano ancora il giorno di Svatý Mikuláš, in cui il santo va nelle case dei bambini insieme ad un angioletto ed un diavoletto. L'angioletto porta doni (solitamente dolciumi o giocattoli) ai bambini buoni, il diavoletto individua i bambini cattivi, dando loro cipolle, patate, carote, oppure carbone. I doni vengono lasciati all'interno di stivaletti rigorosamente lucidati e decorati per l'arrivo di Svatý Mikuláš.
Svatý Mikuláš, l'angioletto e il diavoletto.
Ebbene sì, non ricorda solo Babbo Natale, ma anche la nostra Befana celebrata con un mese d'anticipo.
Il folclore legato a San Nicola è di matrice medievale, o comunque antecedente alla figura di Babbo Natale come la conosciamo oggi.
Inizialmente, San Nicola era vestito con una tunica bianca da vescovo; successivamente, con un cappotto verde, grazie anche a Charles Dickens, per poi diventare rosso e fuori-forma solo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, probabilmente per un espediente pubblicitario della Coca-Cola (ma questa attribuzione rimane controversa). Il Babbo Natale dell'immaginario collettivo non è di origine turca, ma viene dal Polo Nord, in cui vive con elfi e renne, che lo aiutano a trasportare i regali. Nella notte tra il 24 e il 25 Dicembre, in corrispondenza della nascita di Gesù Bambino, vola sulla sua slitta trainata da renne e lancia i doni nei camini delle abitazioni (oppure, per chi non ha un camino, pone i doni ai piedi dell'albero di Natale).
Non sono ancora chiare le origini di Babbo Natale dal Polo Nord, la sua barba bianca e le renne volanti. Probabilmente, si tratta di altre leggende germaniche e nordeuropee (Odino e simili) che hanno contaminato la percezione collettiva di colui che originariamente era San Nicola.
Curioso il fatto che i dolciumi spartiti tra bambini (più o meno cresciuti) durante il giorno di Svatý Mikuláš a Praga raffigurino proprio Babbo Natale, ad indicare la commistione e convivenza pacifica tra le due rappresentazioni di San Nicola.
Un po' come la fisica quantistica non ha rimpiazzato la fisica classica, Babbo Natale è probabilmente consapevole di non potersi sostituire a Svatý Mikuláš nell'immaginario dei giovani cechi.
Cosa aggiungere? E la Befana? Deriva anche lei da Svatý Mikuláš?
Al momento, non lo so. Una cosa è certa e documentata da svariate fonti, la Befana è stata introdotta durante il periodo fascista, come espediente di propaganda. Nulla vieta che Mussolini e Turati, segretario del partito fascista da cui nacque l'idea, si siano ispirati proprio al folclore dell'Est Europa.
E voi? Cosa ne pensate delle tradizioni tradite?
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