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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Svatý Mikuláš ed altre tradizioni tradite

Il termine tradizione deriva dal latino tradĕre, che significa consegnare, affidare. Curiosamente l'etimologia di tradizione è identica a quella di tradimento

L'evoluzione delle tradizioni nel tempo e nello spazio è infatti imprevedibile, comportando talvolta il tradimento dei principi su cui la tradizione era inizialmente fondata.

Le festività natalizie coincidono con i Saturnalia latini, feste pagane in onore del dio Saturno, celebrate in occasione del solstizio d'inverno. Curioso come i Saturnalia somiglino molto più al Carnevale, quando è lecito insanire ed invertire i ruoli sociali (nobile-povero), piuttosto che al Natale stesso. 

  

Due danzatori durante i Saturnalia. 

E chissà cosa si scoprirebbe se si potesse andare indietro nel tempo. 
Sicuramente il solstizio d'inverno, così come quello d'estate e gli equinozi d'autunno e primavera, erano scanditi dalle prime popolazioni sedentarie, attraverso l'utilizzo dei dolmen e dei grandi monoliti che, tra le altre funzioni, servivano come indicatori del tempo.

La religione cristiana nasce in seno ad innumerevoli tradizioni già presenti, che tradiscono la base pagana e naturalistica per adattarsi alle nuove esigenze di una civiltà (forse) più evoluta. 

E noi che ci lamentiamo della globalizzazione e delle feste "stravolte" dagli Americani, che non sono altro che Europei, trasferitisi nel nuovo mondo da ormai diverse generazioni. 
Sia chiaro, non simpatizzo per la cultura capitalista e liberale vigente negli Stati Uniti (peggiorata, se possibile, dai falsi ideali nazionalisti dell'attuale governo in carica). Semplicemente, credo che tradire la tradizione sia "normale" e che l'umanità abbia più volte assistito a simili fenomeni di contaminazione. 
La contaminazione non va demonizzata. 
Il modo migliore per preservare la tradizione è infatti adattarla ai tempi, analizzando e comprendendo le commistioni e contaminazioni, nei loro aspetti positivi e negativi.

In questo articolo voglio parlare di Babbo Natale (Papà Natale o Santa Claus, comunque lo si voglia chiamare). 

L'evoluzione (o involuzione) di San Nicola.

Prima della figura famigliare del vecchietto paffuto e vestito di rosso che porta doni ai bambini per Natale, esisteva già nell'Europa Orientale la figura di San Nicola. San Nicola era un vescovo romano, abitante in Licia, l'attuale Turchia, e molti dei suoi miracoli erano volti alla protezione di donne e bambini. Pertanto, San Nicola rimase nella tradizione popolare cristiana il patrono dei bambini. 

Svatý Mikuláš è proprio San Nicola in lingua ceca (Sankt Nikolaus in tedesco, Samichlaus in svizzero, Sinterklaas in olandese e via discorrendo). Il 6 dicembre di ogni anno, i Cechi celebrano ancora il giorno di Svatý Mikuláš, in cui il santo va nelle case dei bambini insieme ad un angioletto ed un diavoletto. L'angioletto porta doni (solitamente dolciumi o giocattoli) ai bambini buoni, il diavoletto individua i bambini cattivi, dando loro cipolle, patate, carote, oppure carbone. I doni vengono lasciati all'interno di stivaletti rigorosamente lucidati e decorati per l'arrivo di Svatý Mikuláš

 
Svatý Mikuláš, l'angioletto e il diavoletto.
 
Ebbene sì, non ricorda solo Babbo Natale, ma anche la nostra Befana celebrata con un mese d'anticipo.
 
Il folclore legato a San Nicola è di matrice medievale, o comunque antecedente alla figura di Babbo Natale come la conosciamo oggi. 
Inizialmente, San Nicola era vestito con una tunica bianca da vescovo; successivamente, con un cappotto verde, grazie anche a Charles Dickens, per poi diventare rosso e fuori-forma solo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, probabilmente per un espediente pubblicitario della Coca-Cola (ma questa attribuzione rimane controversa).
Il Babbo Natale dell'immaginario collettivo non è di origine turca, ma viene dal Polo Nord, in cui vive con elfi e renne, che lo aiutano a trasportare i regali. Nella notte tra il 24 e il 25 Dicembre, in corrispondenza della nascita di Gesù Bambino, vola sulla sua slitta trainata da renne e lancia i doni nei camini delle abitazioni (oppure, per chi non ha un camino, pone i doni ai piedi dell'albero di Natale). 
 
Non sono ancora chiare le origini di Babbo Natale dal Polo Nord, la sua barba bianca e le renne volanti. Probabilmente, si tratta di altre leggende germaniche e nordeuropee (Odino e simili) che hanno contaminato la percezione collettiva di colui che originariamente era San Nicola.
 
Curioso il fatto che i dolciumi spartiti tra bambini (più o meno cresciuti) durante il giorno di Svatý Mikuláš a Praga raffigurino proprio Babbo Natale, ad indicare la commistione e convivenza pacifica tra le due rappresentazioni di San Nicola. 

Un po' come la fisica quantistica non ha rimpiazzato la fisica classica, Babbo Natale è probabilmente consapevole di non potersi sostituire a Svatý Mikuláš nell'immaginario dei giovani cechi.

Cosa aggiungere? E la Befana? Deriva anche lei da Svatý Mikuláš?
Al momento, non lo so. Una cosa è certa e documentata da svariate fonti, la Befana è stata introdotta durante il periodo fascista, come espediente di propaganda. Nulla vieta che Mussolini e Turati, segretario del partito fascista da cui nacque l'idea, si siano ispirati proprio al folclore dell'Est Europa.
 
E voi? Cosa ne pensate delle tradizioni tradite? 
 

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