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Porta Garibaldi non è il vero Fortino. Tutta la storia del monumento al Re Lazzarone e delle fortificazioni cittadine di Catania

Ci sono cose che a Catania non puoi nominare apertamente. Una di queste è la morte. D'altronde i catanesi hanno coniato tutta una serie di detti coloriti per identificare questo passaggio inevitabile. Uno dei più famosi riguarda l'ultimo viaggio terreno: su puttanu 'e Tri Canceddi . Questo cimitero monumentale è stato edificato in località Acquicella nel 1866, quando i legislatori capirono che non era un'ottima idea quella di seppellire i morti all'interno delle mura cittadine. Almeno dal punto di vista igienico. Sicuramente più antico è il detto ci misunu u cappott'i lignu , cioè il cappotto di legno, una comodissima veste che un mortale indossa prima di iri a parrari - spiramu - ccu San Petru , cioè il custode del Paradiso.   Un passaggio obbligato per questo ultimo viaggio è Piazza Palestro. Ed è qui che anticamente andavano a confluire i lentissimi cortei funebri provenienti dalla città murata, dal centro storico. Questi cortei procedevano a passo d'uomo...

Il Natale ed i corsi e ricorsi storici

La vita fuori casa è un catalizzatore di esperienze, che stimola la crescita individuale e la progressione lineare e coerente degli eventi. 
Al confronto, la vita in casa è statica, con la famiglia sempre presente, che cambia ma rimane con la stessa visione di te bambinǝ, mutata appena da un briciolo di responsabilità in più.
 
La vita a Catania prosegue in maniera ciclica, scandita ogni anno dagli stessi compleanni, dalle stesse festività, dalle stesse processioni religiose e dalle stesse tradizioni popolari.
Continuerebbe con noi o senza di noi, che rientriamo comunque, puntuali ogni anno, prima della vigilia di Natale. 
 
 
 
Vista dell'Etna dal lungomare di Catania. 
 
 
Ripetiamo questo rito di ritorno con la stessa identica precisione, ogni anno. 
 
I regali, gli abbracci, il calore della famiglia non potrebbero essere sostituiti dai freddi inverni solitari del Nord Europa, per quanto essi siano affascinanti e romantici (nel senso goethiano del termine).

Nella ciclicità degli eventi, ripetiamo forse gli stessi errori?
 
I problemi famigliari rimangono, anche se con famiglie e personaggi diversi. Intrecci che sembrano involvere piuttosto che evolvere. Corsi e ricorsi storici che procedono dall'età dell'incoscienza e del "se volemo tutti bene", all'età florida delle famiglie, fino al decadimento delle invidie e delle liti. Tutto con una prevedibilità disarmante. 
Non sei lì, ma sai esattamente com'è la quotidianeità di ciascun personaggio.
 
Eppure qualcosa evolve, anche se lentamente.
Un piccolo avanzamento a spirale, ogni anno, porta tutti verso una maggiore consapevolezza. Una migliore capacità di interazione tra le diverse generazioni, una maggiore apertura.
Regali immateriali che arrivano al cuore dei più giovani (ma anche dei diversamente giovani).
 
Per non parlare del regalo delle abitudini dimenticate e riscoperte. 
Tradizioni culinarie ed attività di famiglia capaci di scaldare anche gli inverni più rigidi ed i cuori più algidi.
 
Questo è il Natale a casa. 
 
 
  Presepe subacqueo di San Giovanni Li Cuti (Ognina, Catania).

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