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Bontà e cattiveria: chi sono costoro?

Sin dall'infanzia, siamo educati ai concetti di bontà e cattiveria. Se ascolti la mamma e la maestra, sei un "bimbo buono"; se fai i capricci, sei un "bimbo cattivo"; se vai bene a scuola, potresti essere una "secchia" per i tuoi compagni (o un "nerd", a seconda delle generazioni), ma anche un "ottimo studente" per i tuoi insegnanti; mentre se vai male a scuola, spesso rimani un "cattivo esempio" sia per i tuoi compagni sia per i tuoi insegnanti; e così via, sino all'età adulta.  Ma cosa sono realmente  la bontà e la cattiveria, il bene ed il male? Mi sono posta questa domanda diverse volte nella vita, per capire come agire, cos'è giusto e cos'è sbagliato. Non ho mai trovato nessuna vera risposta univoca. Da piccola perlopiù seguivo l'opinione degli adulti: ciò che era bene per loro, era bene per me. Non ero una grande ribelle, anche se non esitavo a contraddire i miei genitori non appena scorgevo delle inc...

Bello il Natale, le persone a volte un po' meno.

Ahhh il Natale: gli alberi, le luci, Babbo Natale, le renne, i regali... e le persone inappropriate. Su questo blog abbiamo letto tanti articoli carini sul Natale, ma adesso lasciatemelo dire: queste categorie di persone andrebbero abolite, per delle feste serene:

1. La persona che dice sempre "mangia, mangia, mangia": tesoro, le feste durano dieci giorni, ogni luogo dove si va c'è sempre cibo. Calma, faccio la mia porzione con le mie mani, che poi se no, la prossima volta preferirò direttamente declinare l'invito.

2. Non si può dire più niente: "Credo che le donne debbano stare sempre in cucina", "gli africani ci stiano invadendo", "i giovani di oggi non sono più come una volta e non sanno fare sacrifici". Poi uno, serenamente, li smentisce punto per punto argomentando in modo logico. Non trovando alternativa migliore sparano il tormentone: "non si può dire più niente". No, tesoro, puoi dire tante cose senza essere razzista, sessista o discriminante.

3. Quello/a che aspetta che piova tutto dal cielo: probabilmente crede che le scacciate piovano dal cielo, le posate si mettano a posto da sole, e i piatti siano dotati di un sistema di autopulitura istantanea. Mangia, beve, sporca, critica… e poi sparisce strategicamente quando c’è da sparecchiare. Muoviti, schifoso/a.

4. I genitori che strillano contro i bambini: okay, i bambini ogni tanto strillano. Un giorno capirò che senso ha strillare dietro di loro. Forse per insegnare loro che vince chi strilla più forte? Appostone.

5. Quello/a che commenta ogni cosa: “Mmm, io questo l’avrei fatto con l'acciuga” Fantastico. La prossima volta cucini tu, apparecchi tu e già che ci sei giudichi anche te stesso/a.

6. L’interrogatore professionista: “E il lavoro? E lo stipendio? E la casa? E la zita? E quindi? E vediamo me lo fai un colpo che palli in tetesco?" Se vuoi essere intrattenuto/a, vai al cinema o al teatro.

 

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