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Porta Garibaldi non è il vero Fortino. Tutta la storia del monumento al Re Lazzarone e delle fortificazioni cittadine di Catania

Ci sono cose che a Catania non puoi nominare apertamente. Una di queste è la morte. D'altronde i catanesi hanno coniato tutta una serie di detti coloriti per identificare questo passaggio inevitabile. Uno dei più famosi riguarda l'ultimo viaggio terreno: su puttanu 'e Tri Canceddi . Questo cimitero monumentale è stato edificato in località Acquicella nel 1866, quando i legislatori capirono che non era un'ottima idea quella di seppellire i morti all'interno delle mura cittadine. Almeno dal punto di vista igienico. Sicuramente più antico è il detto ci misunu u cappott'i lignu , cioè il cappotto di legno, una comodissima veste che un mortale indossa prima di iri a parrari - spiramu - ccu San Petru , cioè il custode del Paradiso.   Un passaggio obbligato per questo ultimo viaggio è Piazza Palestro. Ed è qui che anticamente andavano a confluire i lentissimi cortei funebri provenienti dalla città murata, dal centro storico. Questi cortei procedevano a passo d'uomo...

Bello il Natale, le persone a volte un po' meno.

Ahhh il Natale: gli alberi, le luci, Babbo Natale, le renne, i regali... e le persone inappropriate. Su questo blog abbiamo letto tanti articoli carini sul Natale, ma adesso lasciatemelo dire: queste categorie di persone andrebbero abolite, per delle feste serene:

1. La persona che dice sempre "mangia, mangia, mangia": tesoro, le feste durano dieci giorni, ogni luogo dove si va c'è sempre cibo. Calma, faccio la mia porzione con le mie mani, che poi se no, la prossima volta preferirò direttamente declinare l'invito.

2. Non si può dire più niente: "Credo che le donne debbano stare sempre in cucina", "gli africani ci stiano invadendo", "i giovani di oggi non sono più come una volta e non sanno fare sacrifici". Poi uno, serenamente, li smentisce punto per punto argomentando in modo logico. Non trovando alternativa migliore sparano il tormentone: "non si può dire più niente". No, tesoro, puoi dire tante cose senza essere razzista, sessista o discriminante.

3. Quello/a che aspetta che piova tutto dal cielo: probabilmente crede che le scacciate piovano dal cielo, le posate si mettano a posto da sole, e i piatti siano dotati di un sistema di autopulitura istantanea. Mangia, beve, sporca, critica… e poi sparisce strategicamente quando c’è da sparecchiare. Muoviti, schifoso/a.

4. I genitori che strillano contro i bambini: okay, i bambini ogni tanto strillano. Un giorno capirò che senso ha strillare dietro di loro. Forse per insegnare loro che vince chi strilla più forte? Appostone.

5. Quello/a che commenta ogni cosa: “Mmm, io questo l’avrei fatto con l'acciuga” Fantastico. La prossima volta cucini tu, apparecchi tu e già che ci sei giudichi anche te stesso/a.

6. L’interrogatore professionista: “E il lavoro? E lo stipendio? E la casa? E la zita? E quindi? E vediamo me lo fai un colpo che palli in tetesco?" Se vuoi essere intrattenuto/a, vai al cinema o al teatro.

 

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