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Linda Liddle, la simpatia e l'empatia per l'antieroe
Questo articolo è basato sul film Send help, diretto da Sam Raimi, con sceneggiatura scritta da Damian Shannon e Mark Swift. Se non avete ancora visto il film ed anche voi desiderate vivere l'esperienza unica di scoprire, senz'alcuna conoscenza a priori, il personaggio di Linda Liddle, andate subito a recuperare il film prima di leggere l'articolo (che inevitabilmente contiene spoiler ed anticipazioni).
Send help è venduto come film horror, ma non può ridursi semplicemente ad un mero film horror tradizionale. Si ride, si riflette, si prova disgusto, si rimane per due ore incollati allo schermo con tanta angoscia, ma non si prova vera e propria paura.La storia ruota attorno al personaggio di Linda Liddle, un incrocio tra Ugly Betty e Dora l'Esploratrice, ma con molto più carattere di entrambe. Linda Liddle lavora in un'azienda e vive sola con il suo pappagallo Sweetie. E' una donna molto trascurata (Ugly Betty, per l'appunto), ma estremamente competente ed intelligente, tanto da ricevere la promessa di una promozione a vice presidente dell'azienda. Sfortunatamente, l'amministratore dell'azienda muore e gli succede il figlio, che non ha alcuna considerazione per le idee e le decisioni del padre, nominando a vice presidente un suo amico e compagno di golf. Attenzione, il golf è un dettaglio importante.
Sin dal principio, è evidente il carattere caricaturale e parossistico del film. Il contrasto uomo potente e bello / donna trascurata e dipendente. Gli atteggiamenti, gli sguardi ed il linguaggio corporeo di Linda Liddle rappresentano una quasi insopportabile ridicolizzazione della donna in carriera, sola ed alienata, incapace di qualsivoglia relazione sociale. Quando lei apre bocca, gli altri ridono, la evitano. Vorresti simpatizzare per Linda Liddle, ma in fondo rappresenta ciò che nessuno di noi vorrebbe essere. In un certo senso, per me, questa è la parte horror del film. Persino io, che simpatizzo (nel senso di "soffrire insieme") per gli alienati e gli strambi, non riuscivo a sostenere alcuni atteggiamenti iniziali o alcuni dialoghi tra Linda Liddle ed i colleghi.
Beh, se non per Linda Liddle, per chi si potrebbe simpatizzare nella prima parte del film? Il figlio dell'amministratore ed il suo amico vice presidente sono insopportabili ed abusano esplicitamente del proprio potere. Quindi sì, Linda Liddle è la buona. La persona gentile, sottomessa. La vittima di numerose ingiustizie e soprusi sul lavoro.
I potenti dell'azienda, inclusa Linda Liddle, come lavoratrice assidua da sfruttare e da cui imparare, prima di "farla fuori" e licenziarla definitivamente, partono in aereo privato per Bangkok. C'è una tempesta e l'aereo cade. Solo Linda e l'amministratore dell'azienda sopravvivono, ritrovandosi soli su un'isola deserta.
Eccoci, la parte horror. Oppure la parte romantica? L'amministratore è ferito ad una gamba, mentre Linda si occupa diligentemente di lui. Appassionata di trasmissioni televisive sulla sopravvivenza, Linda si destreggia bene in condizioni di necessità (un po' come una versione avanzata di Dora l'esploratrice). E' felice. Costruisce ripari dalla pioggia, sistemi per collezionare l'acqua piovana, procaccia e caccia il cibo. Acquisisce potere sull'amministratore, che è quasi come un bambino (o come un animale domestico). Arriva persino a chiamarlo Sweetie, per amore o come il suo pappagallino?
Il film diventa sempre più ambiguo, ma Linda Liddle rimane ancora la persona buona tra i due. Sebbene si rifiuti di fare segnali di fumo e rincorrere aiuti, sebbene abbia visto un'imbarcazione e non ne parli con l'amministratore (come a volerlo sequestrare), Linda Liddle sembra avere le sue ragioni. In fondo, chi vorrebbe fare ritorno ad una vita di frustrazione ed ad una routine poco appagante? Forse Linda è anche segretamente innamorata dell'amministratore e preferisce rimanere ancora con lui piuttosto che rientrare nella monotonia della propria vita solitaria.
Beh, è un horror o un film romantico? Ed è qui che il dubbio si infittisce. Linda Liddle è davvero la persona buona?
Tra salvataggi e tentati omicidi, si rimane sempre più confusi ed incollati allo schermo in attesa di dove la storia voglia andare a parare. Tra scene horror, di angoscia, sangue e vomito, e scene di tensione affettiva, non si capisce ancora cosa voglia Linda Liddle.
Mai scambiare la gentilezza per debolezza. Mostri non si nasce, ma si diventa. Tutte perle di saggezza di Linda Liddle, che mostrano l'ambiguità del personaggio. Chi sarebbe il mostro: l'amministratore o lei?
Persino nel climax finale, Linda Liddle sembra ancora la vittima, la persona facilmente manipolabile, innamorata e sensibile. Eppure non lo è. Non si fa scrupoli ad uccidere per salvarsi, per salvare la propria reputazione.
E finalmente impara a giocare a golf. Si fa amare dalla gente comune e diventa popolare. Linda Liddle rinasce forte, bella e con capelli perfettamente curati, dopo la sua catartica esperienza sull'isola. Non si sono sbarazzati di lei, è lei che ha appreso da loro e si è sbarazzata di loro, i famosi uomini popolari, ricchi, giovani e belli.
Ebbene sì, le circostanze la hanno resa un mostro privo di scrupoli, ma anche un'esperta di sopravvivenza. Una persona determinata e disposta a tutto pur di ottenere i propri obiettivi. Una donna faber suae fortunae, con ogni tipo di mezzo, tutto assolutamente giustificato dal proprio fine.
Un personaggio di donna inedito nell'era woke, scritto da uomini, ma comunque femminista, sebbene con una femminilità diversa dall'usuale. Un film originale tra tanti riadattamenti di film e libri esistenti. Un film che prende persino in giro il materiale cinematografico esistente!
Ed è così che si riesce ad empatizzare (nel senso di "capire la sofferenza", immedesimarsi) non solo per un antieroe, che potrebbe essere usuale per gente come me, amante dei reietti, ma anche e soprattutto per un'assassina priva di scrupoli, che si fa giustizia da sola, perché il merito non esiste e, nella gran parte dei casi, non si riceve alcun aiuto.
Rappresentazione parossistica del girl power? Forse, ma comunque il film merita di essere visto, non solo per l'originalità, ma anche per la fantastica interpretazione di Rachel McAdams.
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