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Porta Garibaldi non è il vero Fortino. Tutta la storia del monumento al Re Lazzarone e delle fortificazioni cittadine di Catania

Ci sono cose che a Catania non puoi nominare apertamente. Una di queste è la morte. D'altronde i catanesi hanno coniato tutta una serie di detti coloriti per identificare questo passaggio inevitabile. Uno dei più famosi riguarda l'ultimo viaggio terreno: su puttanu 'e Tri Canceddi . Questo cimitero monumentale è stato edificato in località Acquicella nel 1866, quando i legislatori capirono che non era un'ottima idea quella di seppellire i morti all'interno delle mura cittadine. Almeno dal punto di vista igienico. Sicuramente più antico è il detto ci misunu u cappott'i lignu , cioè il cappotto di legno, una comodissima veste che un mortale indossa prima di iri a parrari - spiramu - ccu San Petru , cioè il custode del Paradiso.   Un passaggio obbligato per questo ultimo viaggio è Piazza Palestro. Ed è qui che anticamente andavano a confluire i lentissimi cortei funebri provenienti dalla città murata, dal centro storico. Questi cortei procedevano a passo d'uomo...

Non pensate, consumate.

La precarietà conviene. A chi? Beh, sicuramente non a voi.
Ma che importa!

Meno stabilità significa meno tempo per pensare.
Meno testa per riflettere.
Meno energia per accorgersi che, insieme, potremmo cambiare le cose.
Ed ecco che puff, si risolve anche il problema della partecipazione politica: niente idee, niente voti rompiscatole, niente coscienza collettiva.


 

Niente proteste.
Niente disordini.
Niente pensiero.
Niente cervello.

Lavorare sempre, fino allo sfinimento…

Prima per la stabilità contrattuale.

Abbandona gli hobby e fai vedere che sai annientarti.

Poi per la casa e per il mutuo

Poi per gli oggettini inutili che la riempiono

Poi per i figli

Poi per la cura miracolosa, che consiste in pillole di valeriana 0.00000000000000000000001% concentrata da assumere tre volte al giorno alla modica cifra di 1095.99 € al kg. Perché sei stressato.

Poi per la dieta miracolosa, perché per velocizzare i tempi mangi al fast food da trent'anni, cinque volte al giorno. Quando va bene.

Non hai mai conteggiato nulla, non sai cosa siano le proteine.

O il movimento.

La massa muscolare è un vecchio ricordo di gioventù.

Le scale un ostacolo insormontabile, perché non fai una passeggiata a piedi dagli anni ottanta.

Ah, poi devi ostentare

Dove vai

Cosa fai

Come ti vesti

Dove abiti  

E ti servono soldi. Tanti soldi.

È essenziale mostrare al mondo quanto sei performante, realizzato, competitivo.
Altrimenti, chi sei?
Un individuo con dignità personale? Ma per favore. 

Soffri. 

Così continui a consumare per provare a colmare il vuoto.
Non funziona, ovvio.
Ma tornerai ad acquistare.
È il tuo destino.

Richiede lavoro. Tanto lavoro.
Quindi addio passioni.
Addio curiosità.
Addio pensieri che non generano profitto.
Non hai tempo di pensare, figurarsi organizzarvi.
Figurarsi ribellarvi.

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