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Gossip dell'Olimpo - Poseidone contro Atena
Nel grande palcoscenico degli dèi dell’Olimpo, la famiglia di Zeus spicca per potere e contrasti epici. Zeus, il re del cielo, domina sovrano tra i suoi fratelli: Ade, signore degli Inferi, e Poseidone, il burbero dio del mare. Proprio quest’ultimo, spesso considerato il fratello maltrattato, si è ritrovato in una delle più famose rivalità divine della storia: la contesa con Atena per il patronato della città di Atene.
Per capire la portata dello scontro, bisogna tornare indietro nel tempo, quando Atena e Poseidone decisero di lasciare agli ateniesi il compito di scegliere chi tra loro sarebbe diventato il protettore della città. I due dèi, in perfetto stile politico, iniziarono la loro campagna elettorale offrendo doni simbolici agli abitanti: Poseidone fece sgorgare tre sorgenti d’acqua… peccato che fossero tutte d’acqua salata. Un regalo che gli ateniesi, popolo pragmatico, accolsero con un mix di gentilezza e scetticismo, come quando ricevi il solito paio di calzini da una zia a Natale.
Poi fu il turno di Atena: lei creò l’ulivo, un simbolo potente di pace e prosperità. Per i fedeli della religione politeista greca, che purtroppo negli ultimi anni sono in calo, questo ulivo rappresenta il primo albero della storia capace di donare olive, essenziali non solo per la tavola, ma anche per la cultura culinaria del Mediterraneo. Pensateci: senza l’ulivo di Atena, niente olive per le pizzette, niente scacciate, niente olio extravergine d’oliva. Solo anonimo olio di semi. Un vero incubo gastronomico!
Atena, sempre pragmatica, spiegò agli ateniesi come usare le olive, aprendo un blog divino (immaginatelo come il primo tutorial di cucina dell’antichità) con ricette e metodi per produrre l’olio, un dono che cambiò per sempre la vita quotidiana e le tradizioni.
La votazione fu chiara: vinse Atena, la dea saggia, grazie al dono che portava con sé una vera c-atena di benefici per la città. Ma Poseidone, amareggiato e furioso per la sconfitta, non si fece attendere: scatenò tempeste e inondazioni contro Atene, e in un gesto di rabbia, sembra abbia contribuito all’abolizione del diritto di voto per le donne. Un triste effetto collaterale della contesa divina.
Infatti, si vocifera che in città tutti gli uomini avessero votato per Poseidone e tutte le donne per Atena. E, come in ogni civiltà, le donne erano in numero maggiore.
Ma chi era davvero Poseidone? Il fratello un po’ maltrattato, relegato al mare mentre Zeus si teneva il cielo e Ade il regno degli inferi. Un dio potente, ma spesso frustrato dal ruolo secondario. Per placare la sua ira e proteggere Atene, fu costruito un piccolo tempio a Capo Sunion, un faro per i naviganti e un luogo dove concentrare le tempeste del dio, lontano dalla città. Se il Partenone è la torta regina dell’architettura ateniese, il Tempio di Poseidone è quel muffin rustico con vista mozzafiato sul mare: modesto ma insostituibile.
Quindi, la prossima volta che gustate una pizzetta, una torta, o un muffin fermatevi un attimo a pensare: dietro quel sapore c’è una storia antichissima di politica, potere, olivi sacri e… gender equality. Nel bene e nel male, l’Olimpo non smette mai di stupire.
Licc
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