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Bontà e cattiveria: chi sono costoro?

Sin dall'infanzia, siamo educati ai concetti di bontà e cattiveria. Se ascolti la mamma e la maestra, sei un "bimbo buono"; se fai i capricci, sei un "bimbo cattivo"; se vai bene a scuola, potresti essere una "secchia" per i tuoi compagni (o un "nerd", a seconda delle generazioni), ma anche un "ottimo studente" per i tuoi insegnanti; mentre se vai male a scuola, spesso rimani un "cattivo esempio" sia per i tuoi compagni sia per i tuoi insegnanti; e così via, sino all'età adulta.  Ma cosa sono realmente  la bontà e la cattiveria, il bene ed il male? Mi sono posta questa domanda diverse volte nella vita, per capire come agire, cos'è giusto e cos'è sbagliato. Non ho mai trovato nessuna vera risposta univoca. Da piccola perlopiù seguivo l'opinione degli adulti: ciò che era bene per loro, era bene per me. Non ero una grande ribelle, anche se non esitavo a contraddire i miei genitori non appena scorgevo delle inc...

Inciampare per non dimenticare - un'opera di Land Art che potrebbe trovarsi anche vicino a casa tua

Chi mi segue sui social saprà già tutto riguardo alle Pietre d'Inciampo, un opera di Land Art diffusa su tutto il territorio europeo, visto che sono diventate una mia fissazione ormai da qualche annetto.


Il sito ufficiale del progetto (http://www.pietredinciampo.eu/progetto/) le descrive così:

Un progetto monumentale europeo per tenere viva la Memoria di tutti i deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non hanno fatto ritorno alle loro case

Potreste averle già incrociate, passeggiando per strada, durante un viaggio, o perfino sotto casa vostra. I meno attenti, invece, non ci fanno caso, e le scambiano per meri oggetti di pavimentazione.

Citando di nuovo il sito ufficiale:

un piccolo blocco quadrato di pietra (10×10 cm), ricoperto di ottone lucente, posto davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato nei campi di sterminio nazisti: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte.

L'idea è di Gunter Demnig, artista berlinese, e l'obiettivo del progetto è dunque chiaro: porre fine a qualsiasi forma di negazionismo e di oblìo riguardo allo sterminio razziale portato avanti dal nazismo durante gli anni della Seconda Guerra mondiale.

Il progetto delle pietre d'inciampo è diventato un fenomeno europeo. Oltre 70.000 pietre sono state posate in più di 2.000 città in 25 paesi, tra cui Germania, Austria, Polonia, Italia, Francia, Paesi Bassi e molti altri. Gunter Demnig stesso viaggia per l'Europa per posare personalmente le pietre e coinvolge attivamente le comunità locali nel processo di installazione.

Le pietre d'inciampo non si limitano solo agli ebrei, ma commemorano anche sinti e rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili, oppositori politici e altre persone perseguitate dal regime nazista. Le pietre d'inciampo vengono collocate sui marciapiedi di fronte alle abitazioni o ai luoghi di lavoro delle vittime dell'Olocausto. Ogni pietra rappresenta una persona e una storia individuale.

Le pietre d'inciampo sono molto più di semplici monumenti. Sono degli strumenti potenti per educare le future generazioni sulla storia dell'Olocausto e sulla necessità di combattere l'intolleranza e l'odio. Rappresentano un impegno per non dimenticare e per onorare la memoria delle vittime. Inoltre, le pietre d'inciampo ci ricordano la responsabilità collettiva di preservare la democrazia, la tolleranza e i diritti umani fondamentali.

Le pietre d'inciampo sono testimoni silenziosi di un periodo buio della storia europea, ma allo stesso tempo sono simboli di speranza e di impegno per un futuro migliore, in cui il rispetto e la dignità di ogni individuo siano garantiti.

Durante i miei viaggi, cerco sempre di fare attenzione alle pietre d'inciampo che si trovano lungo le strade delle città europee. Sono consapevole del loro significato simbolico e della loro importanza nel ricordare le vittime dell'Olocausto. Ogni volta che ne incrocio una, mi fermo un attimo per leggere i dettagli incisi sulla lastra d'ottone, cercando di comprendere la storia e la sofferenza di chi ha vissuto prima di me in quei luoghi, in cui oggi, magari, passeggio tranquillo e spensierato.

Mini-approfondimento di Licc

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