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Porta Garibaldi non è il vero Fortino. Tutta la storia del monumento al Re Lazzarone e delle fortificazioni cittadine di Catania

Ci sono cose che a Catania non puoi nominare apertamente. Una di queste è la morte. D'altronde i catanesi hanno coniato tutta una serie di detti coloriti per identificare questo passaggio inevitabile. Uno dei più famosi riguarda l'ultimo viaggio terreno: su puttanu 'e Tri Canceddi . Questo cimitero monumentale è stato edificato in località Acquicella nel 1866, quando i legislatori capirono che non era un'ottima idea quella di seppellire i morti all'interno delle mura cittadine. Almeno dal punto di vista igienico. Sicuramente più antico è il detto ci misunu u cappott'i lignu , cioè il cappotto di legno, una comodissima veste che un mortale indossa prima di iri a parrari - spiramu - ccu San Petru , cioè il custode del Paradiso.   Un passaggio obbligato per questo ultimo viaggio è Piazza Palestro. Ed è qui che anticamente andavano a confluire i lentissimi cortei funebri provenienti dalla città murata, dal centro storico. Questi cortei procedevano a passo d'uomo...

Inciampare per non dimenticare - un'opera di Land Art che potrebbe trovarsi anche vicino a casa tua

Chi mi segue sui social saprà già tutto riguardo alle Pietre d'Inciampo, un opera di Land Art diffusa su tutto il territorio europeo, visto che sono diventate una mia fissazione ormai da qualche annetto.


Il sito ufficiale del progetto (http://www.pietredinciampo.eu/progetto/) le descrive così:

Un progetto monumentale europeo per tenere viva la Memoria di tutti i deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non hanno fatto ritorno alle loro case

Potreste averle già incrociate, passeggiando per strada, durante un viaggio, o perfino sotto casa vostra. I meno attenti, invece, non ci fanno caso, e le scambiano per meri oggetti di pavimentazione.

Citando di nuovo il sito ufficiale:

un piccolo blocco quadrato di pietra (10×10 cm), ricoperto di ottone lucente, posto davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato nei campi di sterminio nazisti: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte.

L'idea è di Gunter Demnig, artista berlinese, e l'obiettivo del progetto è dunque chiaro: porre fine a qualsiasi forma di negazionismo e di oblìo riguardo allo sterminio razziale portato avanti dal nazismo durante gli anni della Seconda Guerra mondiale.

Il progetto delle pietre d'inciampo è diventato un fenomeno europeo. Oltre 70.000 pietre sono state posate in più di 2.000 città in 25 paesi, tra cui Germania, Austria, Polonia, Italia, Francia, Paesi Bassi e molti altri. Gunter Demnig stesso viaggia per l'Europa per posare personalmente le pietre e coinvolge attivamente le comunità locali nel processo di installazione.

Le pietre d'inciampo non si limitano solo agli ebrei, ma commemorano anche sinti e rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili, oppositori politici e altre persone perseguitate dal regime nazista. Le pietre d'inciampo vengono collocate sui marciapiedi di fronte alle abitazioni o ai luoghi di lavoro delle vittime dell'Olocausto. Ogni pietra rappresenta una persona e una storia individuale.

Le pietre d'inciampo sono molto più di semplici monumenti. Sono degli strumenti potenti per educare le future generazioni sulla storia dell'Olocausto e sulla necessità di combattere l'intolleranza e l'odio. Rappresentano un impegno per non dimenticare e per onorare la memoria delle vittime. Inoltre, le pietre d'inciampo ci ricordano la responsabilità collettiva di preservare la democrazia, la tolleranza e i diritti umani fondamentali.

Le pietre d'inciampo sono testimoni silenziosi di un periodo buio della storia europea, ma allo stesso tempo sono simboli di speranza e di impegno per un futuro migliore, in cui il rispetto e la dignità di ogni individuo siano garantiti.

Durante i miei viaggi, cerco sempre di fare attenzione alle pietre d'inciampo che si trovano lungo le strade delle città europee. Sono consapevole del loro significato simbolico e della loro importanza nel ricordare le vittime dell'Olocausto. Ogni volta che ne incrocio una, mi fermo un attimo per leggere i dettagli incisi sulla lastra d'ottone, cercando di comprendere la storia e la sofferenza di chi ha vissuto prima di me in quei luoghi, in cui oggi, magari, passeggio tranquillo e spensierato.

Mini-approfondimento di Licc

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