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Porta Garibaldi non è il vero Fortino. Tutta la storia del monumento al Re Lazzarone e delle fortificazioni cittadine di Catania

Ci sono cose che a Catania non puoi nominare apertamente. Una di queste è la morte. D'altronde i catanesi hanno coniato tutta una serie di detti coloriti per identificare questo passaggio inevitabile. Uno dei più famosi riguarda l'ultimo viaggio terreno: su puttanu 'e Tri Canceddi . Questo cimitero monumentale è stato edificato in località Acquicella nel 1866, quando i legislatori capirono che non era un'ottima idea quella di seppellire i morti all'interno delle mura cittadine. Almeno dal punto di vista igienico. Sicuramente più antico è il detto ci misunu u cappott'i lignu , cioè il cappotto di legno, una comodissima veste che un mortale indossa prima di iri a parrari - spiramu - ccu San Petru , cioè il custode del Paradiso.   Un passaggio obbligato per questo ultimo viaggio è Piazza Palestro. Ed è qui che anticamente andavano a confluire i lentissimi cortei funebri provenienti dalla città murata, dal centro storico. Questi cortei procedevano a passo d'uomo...

Sant'Euplio: il co-patrono sfigato di Catania

Tutti parlano di Sant’Agata. Tutti. La sua festa divide il mondo: devoti in lacrime, scettici che gridano all’idolatria, turisti travolti dalla folla senza aver capito bene perché. Sant’Agata è così amata da avere due feste: una lunga, rumorosa, totalizzante (3-4-5-6 febbraio) e una seconda, il 17 agosto, quasi per ricordare che lei non molla mai davvero il calendario.

 

 

Nessuno purtroppo calcola il secondo patrono di Catania, Sant'Euplio. La sua festa è il 12 agosto, ma chi se ne frega, fra 5 giorni c'è Sant'Agata. E poi la maggior parte della gente, in quel periodo dell'anno è alla Playa.

Ma questo non è l'unico "problema" di Sant'Euplio.

Era venerato in Russia, ma Stalin ne ha distrutto la Chiesa, in un'opera di laicizzazione dell'URSS.

Vi era una Chiesa (con una cripta) a Catania, ma è stata distrutta dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale. 

 
Foto della Cripta di Sant'Euplio, che ho avuto il piacere di visitare durante l'apertura straordinaria voluta da Le Vie dei Tesori quest'anno.
 
 
 

Vi era una Chiesa a Ognina, ma hanno deciso di demolirla per costruire un ponte.

 

Timbro con l'immagine di Sant'Euplio ripreso da alcune documentazioni ogninesi. 

 

Sant’Euplio è, senza dubbio, il santo più perseguitato dalla sfiga dopo la sua morte. I romani l’hanno martirizzato una volta sola; il resto l’ha fatto la storia, con zelo e continuità. L’urbanistica, la geopolitica e e il calendario balneare.

L’unico miracolo sarebbe trovare qualcuno che oggi si ricordi di lui.










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