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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Il termovalorizzatore di Spittelau: simbolo dell’energia sostenibile viennese

Produrre energia dal cibo è possibile. Lo sanno bene i runner che trasformano piatti di pasta in energia cinetica. Tre o quattro volte alla settimana parto da Silbergasse, percorro Billrothstraße fino al Billa, dopodiché giro a sinistra su Hardtgasse e in 15 minuti raggiungo il termovalorizzatore di Spittelau. Lì, gli scarti del mio pranzo vengono trasformati in energia pulita, ed io so che, arrivato sul Donaukanal, devo iniziare il lavoro, poiché il riscaldamento è finito.

Il termovalorizzatore di Spittelau rappresenta per me l'inizio dell'allenamento – dopo il riscaldamento – e, al ritorno, la sua fine, prima di iniziare il defaticamento.
Per la città di Vienna, invece, è un simbolo di tecnologia, estetica e sostenibilità. Il monumento che per me segna il passaggio tra fatica e recupero, per Vienna segna il confine tra un passato ad approccio lineare e un presente circolare, dove i rifiuti non sono più uno scarto, ma una risorsa che alimenta il futuro.


 

Spittelau: l'opera d'arte dove i rifiuti diventano energia

Il termovalorizzatore di Spittelau è oggi una delle opere più riconoscibili di Vienna, tanto per la sua funzione quanto per la sua forma. In origine costruito negli anni Sessanta, fu radicalmente riprogettato dopo un incendio nel 1987, grazie alla visione dell’artista Friedensreich Hundertwasser, noto per la sua architettura organica e antigerarchica.

L’edificio, con le sue cupole dorate, linee curve e facciate colorate, rompe l’immaginario grigio degli impianti industriali e si trasforma in una dichiarazione estetica e politica: la sostenibilità non è solo necessaria, può anche essere bella.

La sua funzione è altrettanto nobile: bruciare rifiuti non riciclabili per produrre calore ed elettricità per oltre 60.000 abitazioni viennesi. Le emissioni sono ridotte al minimo grazie a un sistema avanzato di filtraggio e monitoraggio, che consente all’impianto di operare nel rispetto degli standard ambientali più severi.

In una città dove oltre il 50% delle abitazioni è collegato al teleriscaldamento, impianti come Spittelau sono pilastri della transizione energetica.

Il termovalorizzatore di Spittelau tratta ogni anno una grande quantità di rifiuti di varia natura. Tra questi, la maggior parte proviene dalla raccolta domestica dei rifiuti indifferenziati, cioè quei materiali che non possono essere riciclati o recuperati e finiscono nel cosiddetto “restmüll”. Oltre ai rifiuti urbani, Spittelau incenerisce anche fanghi di depurazione provenienti dal trattamento delle acque reflue, un tipo di materiale che normalmente richiede uno smaltimento sicuro e controllato.

In aggiunta, l’impianto gestisce anche una quota significativa di rifiuti speciali, ossia scarti industriali non pericolosi come oli usati, solventi o altre sostanze che non possono essere conferite nella raccolta tradizionale. Tutti questi materiali, che complessivamente superano le 800.000 tonnellate all’anno, vengono convertiti in calore ed energia elettrica grazie a processi tecnologicamente avanzati.

Al termine della combustione rimangono ceneri, scorie e residui metallici che non vengono semplicemente scartati, ma sono ulteriormente trattati o recuperati, per esempio come materiali da costruzione o per altri usi industriali. In questo modo, Spittelau non solo riduce il volume dei rifiuti destinati alle discariche, ma contribuisce anche a chiudere il ciclo dei materiali, inserendosi in un modello di economia circolare che punta alla sostenibilità.

L’impianto di trattamento termico dei rifiuti ha una capacità annua di 260.000 tonnellate ed è integrato nella rete di teleriscaldamento, fornendo una potenza termica media di 60 MW per il fabbisogno di base. Per i picchi di domanda, sono disponibili altri cinque generatori a gas e gas/olio che forniscono fino a 400 MW termici. La potenza elettrica è di 6 MW.

Ogni anno l’impianto produce circa 40.000 MWh di elettricità e 470.000 MWh di calore, con cui si riscaldano più di 60.000 abitazioni a Vienna.

Altri aspetti green a Vienna

La termovalorizzazione di Spittelau non rappresenta l’unica strada sostenibile percorsa da Vienna. La città sta infatti investendo in molte altre soluzioni energetiche e ambientali, creando un modello di sostenibilità che abbraccia l’intero territorio urbano. 

A est, in direzione Bratislava, si trova uno dei progetti più promettenti: l’energia eolica. I parchi eolici nei dintorni di Vienna stanno diventando sempre più importanti per integrare la produzione di energia rinnovabile, sfruttando i venti costanti dell’area metropolitana e oltre. Questi impianti, combinati con altre fonti come il solare e l’idroelettrico, contribuiscono a ridurre la dipendenza da combustibili fossili e a rispettare gli obiettivi climatici europei.

Ma Vienna non è solo energia: è una città verde, ricca di parchi e spazi naturali che fungono da polmoni verdi, migliorano la qualità dell’aria e offrono benessere ai suoi abitanti. I numerosi parchi, giardini e aree protette urbane sono parte integrante della strategia sostenibile, che include anche la mobilità dolce, la raccolta differenziata avanzata e progetti di economia circolare.

Vienna si distingue, inoltre, come modello di sostenibilità grazie alla sua gestione virtuosa delle risorse idriche: l'acqua, pura e fresca, arriva direttamente dalle Alpi, garantendo un approvvigionamento naturale e sicuro senza bisogno di trattamenti chimici. La città ha inoltre reso l’accesso all’acqua potabile un diritto costituzionale, promuovendo un sistema capillare di oltre 1.300 fontanelle pubbliche che offrono acqua gratuita ai cittadini e ai turisti. Questo non solo favorisce il risparmio idrico e la riduzione della plastica, ma valorizza anche gli spazi urbani, unendo funzionalità e bellezza architettonica in un’ottica green e di benessere collettivo.

Correre attraverso Vienna significa vivere un’esperienza in cui l’energia personale si integra con un sistema urbano che valorizza la sostenibilità a 360 gradi. Dal termovalorizzatore di Spittelau, che trasforma i rifiuti in energia pulita per migliaia di abitazioni, all’acqua pura proveniente dalle Alpi distribuita gratuitamente tramite un capillare sistema di fontanelle pubbliche, la città dimostra come economia circolare, gestione responsabile delle risorse e innovazione tecnologica possano convivere efficacemente. Questa combinazione tra mobilità attiva, energia rinnovabile e tutela ambientale crea un modello urbano di sostenibilità concreto e replicabile. Vivere a Vienna significa quindi ridurre attivamente il proprio impatto ambientale grazie a infrastrutture intelligenti e scelte consapevoli. Forse sarebbe il caso che anche in Italia iniziassimo a guardare a questi esempi, attrezzandoci con strategie simili per promuovere una cultura green più diffusa e sistemica.

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