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La zia che brucia i milioni, professione cuzzularo e Concetto Piritella: alcune stranezze dalla genealogia catanese

Atto di nascita di Piritella Concetto Domenico - Annotazione con sentenza del Tribunale civile di Catania (...) resta rettificato nel cognome paterno che devesi intendere "Pidatella". Catania 17/3/1951. Fortunatmente, cent'anni dopo la sua nascita, il signor Piritella, ha avuto giustizia.
Mestieri estinti, o meglio inglobati all'interno di altri
I frutti di mare, si sa, sono importanti. Soprattutto a Catania. In passato, ancora di più. E quindi, come chiameremo una persona che fa della raccolta di "cozzuli" (parola dialettale che racchiude il concetto di telline e cozze insieme)? Pescivendolo? Marinaio? Pescatore? Assolutamente no: i termini sono importanti. Cuzzularu.
Se non vi piace il pesce, parliamo invece di formaggio. Anche le differenti varietà di formaggio... contano! Ed ecco, quindi, in anagrafe, il Nastasi, di professione caciocavallaro.
La mia pro-pro-pro-pro-zia che ha bruciato trenta milioni
Qualora non dovessero bastare i mestieri strani, alcune storie incredibili vengono scoperte tramite la stampa nazionale e locale. Se avete la fortuna di avere un bisnonno con un cognome "raro", diventerà relativamente facile verificare tutte le splendide e apprezzabili avventure dei vostri parenti più lontani. Tipo questa:
I pecchi e gli aneddoti di quartiere
Se poi cambiamo metodologia d'indagine, e non ci riferiamo solo alle fonti scritte, ma integriamo con le interviste agli abitanti del quartiere, escono fuori gli aneddoti più assurdi. Per esempio, un cugino mi ha raccontato che "la zia Angelina si è presentata al matrimonio di sua figlia con le tappine (ciabatte)", e che lo zio Salvatore è morto per infarto dopo avere giocato tutta la sua pensione al superenalotto all'età di 101 anni.
Per non parlare poi dei pecchi (soprannomi) o ingiurie, che venivano attribuite agli abitanti vari quartieri. Il motivo è molto pratico. Analizzando le metriche del mio albero genealogico abbiamo ben 15 Vincenzo Testa, 14 Biagio Testa e 13 Mattea Testa. Con numeri meno esorbitanti, lo stesso discorso vale per altri cognomi. Emerge dunque la necessità di distinguere i vari Affiu, Turi e Peppe, con un soprannome.
E se ogni borgo avrà sicuramente il suo "Melo lungo" e il suo "Melo corto" (Carmelo alto e Carmelo basso), ci saranno alcuni soprannomi unici nel loro genere. Allo zio Turi Pirazzi, per esempio si contrappone il signor Carmelo Manazza.
Il signor Sciabulazza è diventato proprietario di una barca con lo stemma di un pirata, mentre invece i Testalignu erano probabilmente famosi per la loro tenacia e determinazione. Lo zio Peppino Baracchieri, invece, gestiva delle baracche nei piccoli stabilimenti balneari che erano precursori dei lidi.
Oltre alla ricostruzione familiare, quindi, possiamo assistere a delle vere testimonianze di comicità e ironia locale, in pieno stile catanese.
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