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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

La zia che brucia i milioni, professione cuzzularo e Concetto Piritella: alcune stranezze dalla genealogia catanese

Immagina di essere il Signor Giuseppe Pidatella, nato intorno al 1840, e che hai un figlio nel comune di Catania. Lo chiamerai Concetto, come suo nonno. Cosa può andare storto? Non hai fatto i conti con la proverbiale liscìa catanese. E sì, anche nel 1852 gli impiegati comunali... si annoiano un po'.
E approfittano del primo malcapitato per fare giochi di parole di dubbio gusto, basati sul cognome:

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Atto di nascita di Piritella Concetto Domenico - Annotazione con sentenza del Tribunale civile di Catania (...)  resta rettificato nel cognome paterno che devesi intendere "Pidatella". Catania 17/3/1951. Fortunatmente, cent'anni dopo la sua nascita, il signor Piritella, ha avuto giustizia.

Mestieri estinti, o meglio inglobati all'interno di altri

I frutti di mare, si sa, sono importanti. Soprattutto a Catania. In passato, ancora di più. E quindi, come chiameremo una persona che fa della raccolta di "cozzuli" (parola dialettale che racchiude il concetto di telline e cozze insieme)? Pescivendolo? Marinaio? Pescatore? Assolutamente no: i termini sono importanti. Cuzzularu.

Se non vi piace il pesce, parliamo invece di formaggio. Anche le differenti varietà di formaggio... contano! Ed ecco, quindi, in anagrafe, il Nastasi, di professione caciocavallaro.

La mia pro-pro-pro-pro-zia che ha bruciato trenta milioni
Qualora non dovessero bastare i mestieri strani, alcune storie incredibili vengono scoperte tramite la stampa nazionale e locale. Se avete la fortuna di avere un bisnonno con un cognome "raro", diventerà relativamente facile verificare tutte le splendide e apprezzabili avventure dei vostri parenti più lontani. Tipo questa:


 

I pecchi e gli aneddoti di quartiere
Se poi cambiamo metodologia d'indagine, e non ci riferiamo solo alle fonti scritte, ma integriamo con le interviste agli abitanti del quartiere, escono fuori gli aneddoti più assurdi. Per esempio, un cugino mi ha raccontato che "la zia Angelina si è presentata al matrimonio di sua figlia con le tappine (ciabatte)", e che  lo zio Salvatore è morto per infarto dopo avere giocato tutta la sua pensione al superenalotto all'età di 101 anni.

Per non parlare poi dei pecchi (soprannomi) o ingiurie, che venivano attribuite agli abitanti vari quartieri. Il motivo è molto pratico. Analizzando le metriche del mio albero genealogico abbiamo ben 15 Vincenzo Testa, 14 Biagio Testa e 13 Mattea Testa. Con numeri meno esorbitanti, lo stesso discorso vale per altri cognomi. Emerge dunque la necessità di distinguere i vari Affiu, Turi e Peppe, con un soprannome.

E se ogni borgo avrà sicuramente il suo "Melo lungo" e il suo "Melo corto" (Carmelo alto e Carmelo basso), ci saranno alcuni soprannomi unici nel loro genere. Allo zio Turi Pirazzi, per esempio si contrappone il signor Carmelo Manazza.

Il signor Sciabulazza è diventato proprietario di una barca con lo stemma di un pirata, mentre invece i Testalignu erano probabilmente famosi per la loro tenacia e determinazione. Lo zio Peppino Baracchieri, invece, gestiva delle baracche nei piccoli stabilimenti balneari che erano precursori dei lidi.

Oltre alla ricostruzione familiare, quindi,  possiamo assistere a delle vere testimonianze di comicità e ironia locale, in pieno stile catanese.

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