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Bontà e cattiveria: chi sono costoro?

Sin dall'infanzia, siamo educati ai concetti di bontà e cattiveria. Se ascolti la mamma e la maestra, sei un "bimbo buono"; se fai i capricci, sei un "bimbo cattivo"; se vai bene a scuola, potresti essere una "secchia" per i tuoi compagni (o un "nerd", a seconda delle generazioni), ma anche un "ottimo studente" per i tuoi insegnanti; mentre se vai male a scuola, spesso rimani un "cattivo esempio" sia per i tuoi compagni sia per i tuoi insegnanti; e così via, sino all'età adulta.  Ma cosa sono realmente  la bontà e la cattiveria, il bene ed il male? Mi sono posta questa domanda diverse volte nella vita, per capire come agire, cos'è giusto e cos'è sbagliato. Non ho mai trovato nessuna vera risposta univoca. Da piccola perlopiù seguivo l'opinione degli adulti: ciò che era bene per loro, era bene per me. Non ero una grande ribelle, anche se non esitavo a contraddire i miei genitori non appena scorgevo delle inc...

Diet culture, cioè la "cultura della dieta". Perché ti distrugge, fisicamente e mentalmente, a volte anche impedendoti di perdere peso

Cos'è la diet culture?
La "cultura della dieta" è un insieme di credenze, pratiche e atteggiamenti che promuovono l'ossessione per il peso corporeo, la restrizione alimentare e il perseguimento di un ideale di magrezza. La cultura della dieta può essere alimentata da tutte quelle norme sociali e culturali che promuovono l'ideale di "bellezza magra ". Queste possono infatti esercitare una forte pressione sulle persone per conformarsi a determinati standard di peso e aspetto fisico. I media, in particolare, giocano un ruolo significativo nel perpetuare questi ideali attraverso pubblicità, programmi televisivi, riviste e social media.

Se nella vita hai mai fatto uno dei seguenti ragionamenti:

- questa settimana non mangio la pasta per compensare uno sgarro

- questa sera mi faccio un'insalatina striminzita per compensare un pasto più abbondante che ho fatto solo per questioni sociali

- l'obiettivo per la mia alimentazione è quello di ridurre il più possibile le calorie

- alcuni alimenti sono "buoni" ed altri "cattivi"

- se hai una paura irrazionale verso i carboidrati e i grassi

probabilmente sei vittima di diet culture. Ma non preoccuparti: questo articolo offre una visione alternativa, frutto di evidenza scientifica.

 

Magrezza = virtù

Nella società occidentale, la magrezza è associata a concetti di autodisciplina, successo e autocontrollo, mentre il grasso è spesso stigmatizzato e considerato poco attraente o indicativo di mancanza di volontà. Queste convinzioni possono portare le persone a cercare disperatamente di raggiungere un corpo magro, anche a scapito della propria salute.

Non perdo peso perché voglio perdere peso: l'effetto yo-yo

La cultura della dieta può rappresentare un ostacolo significativo per coloro che cercano di perdere peso in modo sano e sostenibile. Spesso, questa cultura promuove diete estreme e irrealistiche che promettono risultati rapidi, ma che possono essere dannose per la salute a lungo termine. Inoltre, mette un'enfasi eccessiva sull'aspetto esteriore a scapito della salute generale, contribuendo alla mancanza di accettazione del proprio corpo e alla sensazione di colpevolizzazione e vergogna per chi non riesce a conformarsi agli ideali imposti. Queste aspettative irrealistiche, solitamente, risultano nell'intrappolamento in un ciclo di perdita e guadagno di peso, saltando da una dieta all'altra senza ottenere risultati duraturi e mettendo a rischio la propria salute.

E i danni sulla salute mentale?
Questo senso di fallimento può portare a un ciclo negativo di auto-odio e auto-sabotaggio, rendendo ancora più difficile raggiungere gli obiettivi di perdita di peso. È essenziale quindi adottare un approccio alla perdita di peso che metta la salute e il benessere al centro, lavorando su una sana alimentazione, un'esercizio fisico equilibrato e sull'accettazione di sé per promuovere un cambiamento positivo e duraturo

Conosciamo davvero il concetto di "alimentazione sana"?

Il concetto di alimentazione sana è spesso oggetto di discussione e dibattito, ma conosciamo davvero la sua vera essenza? C'è chi propone una lista di alimenti vietati, e chi usa l'espressione a volontà. C'è chi è convinto che non bisogna mai mangiare pane e pasta, chi invece pensa che bisogna mangiarli solo prima delle 18.00.

C'è addirittura chi pensa che l'alimentazione sana consista nel concedersi il minor numero di calorie possibile. Ma è davvero così?

L'alimentazione salutare riguarda piuttosto l'adozione di abitudini alimentari equilibrate che nutrano il corpo e favoriscano il benessere fisico e mentale. Un'alimentazione sana è in primis un'alimentazione completa, che copra un fabbisogno energetico equilibrato, in termini non solo di calorie, ma anche di macronutrienti.

I carboidrati, quelli semplici, come quelli della pasta e del pane, servono, nelle giuste quantità, per essere volenterosi, per muoversi.

Le proteine, servono invece per costruire i muscoli. Non fraintendetemi, non i muscoli dei bodybuilder, ma quelli un pochino più forti, per poter sostenere con efficienza tutte le proprie azioni quotidiane. Attenzione però a non esagerare perché in questo periodo i social media e le tecniche di marketing alimentare ci spingono a consumare alimenti "prevalentemente proteici". Un abuso di questi alimenti, oltre che costoso, può essere nocivo in termini di salute renale.

I grassi, infine, non sono alimenti da demonizzare. Bisogna stare attenti ad evitare quelli dei salumi e di carni processate e prediligere frutta secca, oli vegetali, avocado, semi e altri alimenti ricchi di grassi insaturi.

Da un punto di vista della compilazione della lista della spesa, significa scegliere cibi integrali e nutrienti, preferire alimenti freschi e non processati. Fare una grossa scorta di verdure e di cereali (non esistono solo pane e pasta ma anche orzo, riso, farro, miglio, couscous, quinoa ecc.), da accompagnare con piccole porzioni di grassi, inserendo alimenti di natura proteica ad ogni pasto.

Bisogna sempre bilanciare le porzioni in modo da soddisfare i bisogni individuali del corpo. Ricordate il detto "bisogna alzarsi da tavola con un poco di fame"? Anche lui è figlio della "diet culture", ma se vogliamo reinterpretare questo concetto in modo propositivo, dobbiamo considerare che tra la consumazione dell'ultimo boccone di pasto e l'arrivo del senso di sazietà, potrebbero passare 10-15 minuti. Non vi sottoponete quindi a regimi restrittivi, ma cercate di notare questo  "intervallo" e di sfruttare questa conoscenza a vostro vantaggio.

Ah, e non dimenticatevi di bere acqua e di dormire bene.

L'aspetto più importante di questo discorso, però, resta sempre la consapevolezza di sé e delle proprie esigenze, ascoltando il corpo e rispondendo con gentilezza e tolleranza. In un mondo dominato da mode dietetiche e standard irrealistici, riconoscere e rispettare le nostre necessità individuali può essere il primo passo verso una vera alimentazione sana e duratura.

Un approccio "scientifico", monitorando per un periodo la risposta del proprio corpo a certi tipi di alimentazione, con l'obiettivo di creare degli schemi che funzionano per te, può essere un primo approccio all'aumento di autoconsapevolezza.

Una speranza per il benessere psicofisico

In un mondo in cui la cultura della dieta può sembrare onnipresente e opprimente, è importante ricordare che c'è sempre spazio per un cambiamento positivo. Ogni individuo ha il potere di sfidare i rigidi standard imposti dalla società e di abbracciare un approccio più gentile e amorevole verso se stessi e il proprio corpo. Attraverso l'educazione, la consapevolezza e la ricerca di un equilibrio personale, è possibile liberarsi dalle catene della dieta cultura e abbracciare un'alimentazione sana e sostenibile che nutra sia il corpo che la mente. Ricordiamoci sempre che il vero benessere non risiede nell'aderire a rigide restrizioni alimentari, ma piuttosto nell'ascoltare e rispettare le nostre esigenze individuali, celebrando la diversità e la bellezza di ogni corpo. Con determinazione, gentilezza e compassione verso noi stessi e gli altri, possiamo trasformare la nostra relazione con il cibo e il nostro corpo, aprendo le porte a una vita piena di salute, felicità e autenticità.

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