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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Prendersi cura dei minimi dettagli: come ho interiorizzato (inconsapevolmente) il concetto di こだわり (kodawari):

 

La vita, quando vissuta in modo pieno e stimolante, è un quaderno con le pagine bianche, da riempire giorno per giorno. Ognuno sceglie il proprio stile, i propri colori, e, ogni giorno, ci si impegna a colorare le giornate con tanti colori diversi, sfumature che si intersecano e che generano la tonalità unica che contraddistinguerà quella giornata. Non voglio dire che ci si debba sentire in colpa se, per un giorno o per un periodo più ampio non si ha voglia di colorare, ma che generalmente questa struttura genera un senso di soddisfazione e appagamento, e in qualche modo, un certo entusiasmo nel lanciarsi in progetti nuovi.

Come artisti della nostra vita, abbiamo il privilegio di selezionare il nostro stile unico. Alcuni preferiscono toni vibranti e accesi, mentre altri optano per sfumature più delicate e tenui. La varietà di colori a disposizione è infinita, rappresentando le molteplici scelte, passioni e interessi che arricchiscono la nostra esistenza.

 

Mi spiego adesso in maniera più concreta. Ogni periodo di vita racchiude in sé dei gesti quotidiani, che, tutti insieme, contribuiscono al raggiungimento di più obiettivi. Gli obiettivi sono, invece, definiti dai gusti, dagli interessi e dalle ambizioni del proprietario di quella determinata vita e non dovrebbero essere influenzati dall'opinione delle altre persone. Faccio qualche esempio personale: in questo periodo vorrei migliorare il mio record sulla mezza maratona, vorrei pubblicare degli articoli scientifici, vorrei leggere tre libri che mi interessano, vorrei migliorare la mia padronanza del tedesco.

Non posso, chiaramente, affrontare le tre cose contemporaneamente, ma posso assegnare periodi diversi della giornata ad azioni piccole e quotidiane che mi avvicinano a quell'obiettivo. Attenzione, questo non significa che io debba dedicare il 100% del mio tempo e delle mie energie a questi tre obiettivi, né che, se per caso dovessi avere un'influenza o semplicemente voglia di riposarmi, io debba necessariamente forzarmi a fare qualcosa. Ve lo anticipo qui, ma sarà trattato anche all'interno del testo: prendersi cura dei minimi dettagli significa anche percepire il proprio corpo e riposare quando è necessario.

I gesti quotidiani sono quindi i mattoni con cui costruiamo la nostra esistenza. Dal momento in cui ci svegliamo al momento in cui ci addormentiamo, ogni azione contribuisce al tessuto della nostra vita. La consapevolezza di questi gesti crea una struttura solida, un punto di partenza per il raggiungimento degli obiettivi. Contemporaneamente, è essenziale sottolineare che la flessibilità è un elemento chiave. La vita è dinamica, e ciò significa che ci saranno giorni in cui le energie sono basse o quando il corpo richiede riposo. In questi momenti, è importante ascoltare il proprio corpo e adattare il piano di giornata di conseguenza, senza sentirsi in colpa o sotto pressione.

Per riuscire a raggiungere i tre obiettivi che ho scelto come esempio è importantissimo programmare il proprio tempo in maniera efficiente. Di nuovo, non fraintendetemi. Non dico che l'imprevisto debba mettervi in crisi perché il vostro tempo è ormai incastrato in una rigida routine immutabile, ma che bisogna avere un'idea di come distribuire il tempo in maniera efficace, in funzione del risultato che si vuole ottenere. Come anticipato in precedenza, il tempo necessario a raggiungere i tre obiettivi non è soltanto il tempo da dedicare alle tre attività: bisogna anche tener conto del tempo da destinare al riposo, da trascorrere coi propri affetti, da destinare alla cura e alla salubrità dell'ambiente in cui si vive, alla propria alimentazione e alla cura del proprio corpo. Questi ultimi aspetti non devono però essere considerati come dei doveri svincolati dagli obiettivi, ma come passaggi fondamentali per ottenere gli obiettivi stessi. In altre parole, la cura estrema del benessere individuale e dei propri spazi non sottrae tempo al raggiungimento degli obiettivi, ma è finalizzata a creare un solido fondamento per ottenere ciò che si desidera, e soprattutto per farlo in massima salute.

A questo punto entra in gioco il concetto giapponese di こだわり (kodawari). Questa parola può essere tradotta approssimativamente come 'impegno', ma ha un significato più profondo di 'minima cura dei particolari'. Il こだわりè quindi uno sforzo "olistico", "comprensivo", "multidimensionale" verso l'attenzione per il dettaglio. Adesso tutto dovreste aver capito perché ho menzionato così tanti aspetti nella mia introduzione. Dovreste aver capito perché voglio parlare proprio di こだわり. Non lasciate che nessun dettaglio sia lasciato al caso: dalla quantità di riposo alla modalità dell'esercizio, dall'alimentazione all'uso del tempo libero, dall'energia della "spinta" all'aperitivo con l'amica per "ricaricarsi".

Ho interiorizzato il concetto di こだわりper emulazione dei colleghi e delle persone che mi sembravano più "virtuose" tra quelle che ho incontrato nel mio cammino, senza conoscere questo termine giapponese. La prima volta che ho inconsapevolmente applicato questo concetto l'ho utilizzato per diventare un triathleta agonista partendo da una condizione fisica non molto allenata; la persona che mi ha trasmesso il modo di fare こだわり(inconsapevole anche lei) probabilmente l'ha acquisito durante il suo passato agonistico. Grazie al こだわりsono riuscito a realizzare anche dei bei progetti in ambito professionale e in svariati hobby ai quali, a distanza di qualche anno, mi sono appassionato. Pur non avendolo mai chiamato こだわり, devo ammettere, che questo approccio è stato fondamentale nella mia transizione verso l'essere pienamente un adulto.

Piccola nota finale: alcune delle persone che conosci hanno probabilmente adottato un modello completamente diverso: semplicistico e banalizzante. Molto probabilmente non hanno stabilito degli obiettivi per le loro vite, non pianificano su piccola e larga scala, non riescono a gioire della bellezza di vivere una vita piena, covano rabbia e profonda insoddisfazione. E tendono a demolirti e a criticarti. In effetti, se ci avete fatto caso, qualcuno di questi "uomini e donne vissuti" vi sembra davvero realizzato? I hardly think so. Molti di questi potrebbero anche aver instaurato un rapporto affettivo con voi, ma, per loro natura distruttiva e nichilistica cercheranno di criticare lo stile di vita costruttivo e prolifico che proverete a costruire con fatica. Qualcuno proverà a dirvi che siete esagerati, qualcuno proverà a dire che avete la smania di fare troppe cose, qualcuno proverà magari a imporvi i loro ritmi, decidendo per voi quando sarebbe più opportuno spingere e quando fermarvi. Molto spesso queste persone sono anche dei boomer, persone che nel passato vi hanno formato e di cui adesso magari conservate inconsapevolmente qualche tossicoo insegnamento. Scegliete con こだわり anche le persone di cui vi circondate, e se proprio non potete allontanarvi, fate in modo che il peso delle loro opinioni possa scivolare su di voi senza lasciare traccia.

Tornando alla metafora artistica: non lasciar colorare il tuo quaderno a chi, al massimo, è riuscito a bucare qualche tela. Adesso, riapri il tuo capolavoro in continua evoluzione, scegli un disegno e continua a dipingere coi pennelli delle tue scelte quotidiane. Non dimenticare, mentre colori, di utilizzare il こだわり su ogni pagina: la bellezza risiede nei dettagli, nell'attenzione ai gesti quotidiani e nella consapevolezza della nostra unicità. Il concetto giapponese di 'kodawari' ci insegna a dedicare un impegno minuzioso ad ogni aspetto della nostra esistenza, creando così un'opera d'arte autentica e appagante

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