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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

La morte del corteggiamento tradizionale è la resurrezione della vera romanticità?

Prendetevi due minuti per pensare al concetto di corteggiamento. Cosa vi viene in mente? Una scatola di cioccolatini, o qualche scena di un film romantico degli anni '50. Un mazzo di rose, rigorosamente recise, o forse la portiera aperta di una macchina fiammante, pronta a trasportare l'oggetto del corteggiamento verso la serata romantica, interamente  organizzata dall'uomo. Potrebbe essere una serata al cinema per vedere qualche film romantico, oppure una costosa cena, in entrambi i casi, ovviamente, senza lasciare alla donna la possibilità di contribuire da un punto di vista economico. Oppure un uomo che si offre di portare la donna a ballare, prendendola con mano salda e guidandola sulla pista da ballo. Per finire, una proposta di fidanzamento, magari in ginocchio e con un anello tempestato di diamanti. Immagini, insomma, banali, ripetitive e stereotipate.

Ma quanto è triste regalare le rose?! Io adoro le piantine, ma quelle vive!
Ma piuttosto regalatemi un tenerissimo cactus

Ed è proprio questa la definizione etimologica di corteggiamento: stare intorno a una persona cercando, con lodi, lusinghe, dimostrazioni di riverenza, di ottenere da lei protezione e favori. Fare la corte a qualcuno, cercando di conquistarne l’attenzione e l’affetto con gentilezze, complimenti e simili (Treccani)

L'articolo non si pone in una posizione di critica verso la sensibilità o la romanticità, ma cerca di offrire una riflessiva e aperta sul concetto di corteggiamento, evidenziando quindi le criticità di una prospettiva cristallizzata di uno schema di corteggiamento rigidamente precostituito. Ma perché prendersi la briga di scrivere un articolo "contro" al corteggiamento, inteso in senso tradizionale? L'obiettivo dell'articolo è quello di fornire una visione inclusiva ed equilibrata delle primissime fasi di una relazione. Sfidare la concezione paradigmatica della fase di frequentazione che precede una relazione significa trasformarla in una piccola "opera d'arte" che beneficia del contributo equo di entrambe le parti. Come in un'opera d'arte, la frequentazione diventa un processo di scoperta e di co-creazione, in cui entrambe le parti hanno la possibilità di esprimere creativamente la propria individualità all'interno della coppia. Si aprono spazi di dialogo sincero, di ascolto attento e di rispetto reciproco, creando così una base solida per una connessione autentica e significativa.

Durante i rapporti tradizionali di corteggiamento la donna viene oggettificata e trattata come oggetto di conquista anziché come un individuo con i propri desideri, sentimenti e autonomia, magari in grado di poter apportare un contributo significativo alla relazione stessa. In questa prospettiva, l'unica caratteristica desiderabile della donna è, quindi, un aspetto puramente estetico, e la figura femminile risulta assolutamente scevra di altri ruoli all'interno della coppia.

E mi pagavi il cinema stupitaE non ti era toccato farlo mai  

Nel 1978, Guccini, in Eskimo, sfiorava il tema dei ruoli stereotipici di genere,
ma era più il pretesto per citare una delle mie canzoni preferite

Dal canto suo, l'uomo spesso viene incoraggiato a presentarsi come gentile, elegante, premuroso, conformandosi allo status sociale desiderato. L'attenzione è posta sulla sua capacità di offrire generosità economica, magari mostrando una posizione di ricchezza o benessere materiale. Guccini ha descritto anche la controparte maschile in Il Sociale e l'Antisociale, brano attualissimo anche se datato 1960.

Fusti carrozzati dalle spider incantatiCoi vestiti e le camicie tutte ugualiChe non sanno che parlare di automobili e di modaDi avventure estive fatte ai monti e al mare
Vuoti e pieni di sussiego, se il vestito non fa un piego

Una bolla inconsistente
La stereotipizzazione dei ruoli durante la fase della frequentazione crea una grossa bolla illusoria che distorce la realtà delle persone coinvolte, mascherando la complessità delle loro personalità e limitando la possibilità di scoprire veramente chi sono. In questa bolla, le persone si trovano intrappolate in dinamiche basate sul machismo, sull'apparenza e sulle pretese, anziché sulla genuina connessione e comprensione reciproca.

Le aspettative imposte dalla società riguardo ai ruoli di genere possono portare a un confronto costante con gli stereotipi e a una mancanza di autenticità nelle relazioni. Si diventa prigionieri di un copione prestabilito, cercando di adattarsi a un'immagine ideale piuttosto che essere sé stessi. Questo può portare a comportamenti mediocri e superficiali, in cui ci si perde nella ricerca di apparenze e status, piuttosto che nella vera connessione umana.

Ma alla fine, la bolla illusoria scoppia. Le incompatibilità emergono inevitabilmente e i veri sé si rivelano. Le persone si rendono conto che cercare di conformarsi agli stereotipi e alle aspettative interne ed esterne non può portare a una relazione autentica e soddisfacente.

Ma la cosa che mi fa morire (dentro) di più è il concetto di conquista.

La conquista
Durante il corteggiamento, ogni uomo con la U maiuscola veste i panni di Giulio Cesare, e si lancia nella sua impresa alla conquista della Gallia. Ogni generale che si rispetti conquista con strategia e determinazione: si lancia all'assalto delle mura dell'attenzione della donna con le sue parole affascinanti e i suoi gesti galanti. Avanza attraverso le terre delle battute spiritose e dei complimenti studiati, cercando di abbattere ogni resistenza col suo irresistibile magnetismo, offrendo uno spettacolo disgustoso e inguardabile dall'esterno.

Giorni a chiedersi tutto cos'era
Avendo ampiamente coperto la pars destruens, adesso si passa a costruire, passo dopo passo, le caratteristiche di una frequentazione sana. Se dovessi descrivere con una frase le fasi iniziali di tutte le mie relazioni salutari, tornerei di nuovo su Guccini:

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni straniGiorni a chiedersi tutto cos'era, vedersi ogni sera
Farewell, 1993.

La scelta di queste parole non è casuale da parte mia, perché una frequentazione sana implica in primo luogo dubbio. Abbandonate le certezze di un modello precostituito, rassicurante, ma velenoso, non resta altro che dubbio e la voglia di risolverlo. La necessità di conquistare cede il passo, quindi, al desiderio intenso di conoscere la persona che si ha di fronte, non per convincerla a intraprendere una relazione con te, ma per capire se esiste una compatibilità. Ed è proprio durante questi giorni lunghi e strani, che ci si chiede la natura di questo amore che è nato e non sai che cos'è. In questa fase intensa e introspettiva, ci si apre all'incertezza e si abbraccia la ricerca di significato. Non ci sono risposte immediate o certezze predefinite, ma è proprio in questa incertezza che si nasconde la bellezza della frequentazione. Si esplora l'ignoto, ci si lascia trasportare dalla profondità delle interazioni, senza la pressione di dover necessariamente conquistare o essere conquistati.

Espressione di se stessi e coinvolgimento emotivo
Per iniziare a parlare della frequentazione come libera espressione di se stessi, sarei tentato di descrivere il miglior primo appuntamento della mia vita, durato un'intera settimana e pieno di sfaccettature stupende, ma non voglio scadere nell'autoreferenzialità, né scavare emozioni che, per quanto piacevoli, ormai appartengono al passato. Si è comunque trattato un momento finora ineguagliato di improvvisazione artistica, di connessione con la natura, di entusiasmo sfrenato, di empatia, di racconti dell'infanzia risate e imprevisti di cui non parlerò in dettaglio ma che mi consentono di riallacciarmi al tema principale di questo articolo: ciò che ha reso queste esperienze così significative è stata la connessione che si è creata tra noi durante quella settimana. Tutto questo sarebbe stato impossibile in un contesto non spontaneo, come un corteggiamento paradigmatico tradizionale. Solo questi momenti possono avere un impatto duraturo sulle nostre vite, lasciandoci ricordi indelebili anche dopo anni dalla fine della relazione stessa, o addirittura dopo relazioni mai cominciate!

La ricetta finale...
...probabilmente non esiste e ognuno vive l'inizio delle relazioni come meglio crede. In questo articolo ho cercato di fornire una visione, forse non molto comune e condivisa, riguardante il mio modo di vivere il romanticismo. Avrei voluto citare un po' di fonti, ma ho trovato pochissima roba online che desse la prospettiva esatta che avevo in mente sul corteggiamento. La maggior parte degli articoli, infatti, riguarda nostalgiche constatazioni del fatto che il corteggiamento sia ormai morto. E con questo articolo, aggiungerei, per fortuna! La morte del corteggiamento coincide quindi con la resurrezione di una romanticità concreta e reale, progressista ed egualitaria. È la ricerca di una sensazione, di un sentimento, o di un'emozione che ci fa pensare, magari anche a distanza di anni, "ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo".
Licc

Commenti

  1. Credo qualcosa sia già cambiato rispetto al passato, ma probabilmente ci sono solo nuovi paradigmi di corteggiamento piuttosto che stravolgimenti sostanziali delle dinamiche. E' difficile mostrare davvero sé stessi, specialmente ai cosiddetti primi appuntamenti (il cui concetto andrebbe comunque abolito, così come l'ossessione di ricordare e celebrare ogni minimo "primo evento" della relazione). Spesso si ha paura di non essere accettabili per ciò che si è, ma con il tempo emerge comunque, per cui tanto vale correre il rischio sin da subito! In ogni caso, il percorso di conoscenza di una nuova persona è sempre straordinario all'inizio, comunque venga impostato...il problema subentra quando diventa ordinario e l'interesse/amore comincia a perdersi...

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  2. Tutto vero: subentrano nuovi paradigmi e c'è molto imbarazzo a mostrare se stessi per come si è. Ma la parte più bella del tuo commento è l'ultima: il subentro dell'ordinario. A me non spaventa, ci sono dei modi per tenere alto l'interesse, specialmente fra persone con molti interessi. Sicuramente un passaggio fondamentale è evitare che la relazione diventi totalizzante , e che ci siano delle aree di indipendenza fra i due partner

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