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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Brioches, cornetti, croissants, viennoiserie. Vogliamo metterci d'accordo?!

Una delle frasi più celebri che sia mai stata attribuita a Maria Antonietta è:

S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche
Se non hanno più pane, che mangino brioche

Sembra che questa frase sia stata pronunciata con disprezzo per commentare in maniera altezzosa una rivolta dovuta alla mancanza di pane. L'attribuzione della frase a Maria Antonietta è ambigua e dibattuta: questa frase compare in "Le confessioni" di Jean Jacques Rousseau, ma non è mai stato storicamente confermato che la regina abbia davvero pronunciato queste parole.

Oggi, una frase del genere, desterebbe ancora più scandalo: studi sociologici condotti in maniera contestabile dal sottoscritto sostengono infatti che, al giorno d'oggi, non è stata ancora fatta adeguata chiarezza sull'utilizzo dei termini "brioche", "croissant", "cornetto" e "viennoiserie". Cosa dovrebbe mangiare quindi il popolo? Una brioche a forma di mezza luna come il croissant? Quella che i siciliani mangiano con la granita? Un altro tipo di brioche? Forse una Brioscina Tomarchio?

Sembrerebbe che la vera motivazione per la mancanza di informazioni riguardo alla corretta terminologia per la colazione sia più semplice del previsto: quando si fa la colazione, la mattina, si è ancora troppo addormentati per porsi domande tutte queste domande.

Da persona che ha vissuto (e fatto colazione) per più di un anno al Sud Italia, al Nord Italia, a Parigi e a Vienna, non ci si può quindi non aspettare un articolo semi-serio per fare chiarezza sulla terminologia appropriata da utilizzare quando si comincia il primo pasto della giornata.

La brioche o la brioscia?
Partiamo da uno dei capisaldi incontestabili della conoscenza umana. La brioche, colloquialmente ed erroneamente chiamata brioscia, è quel dolce "col tuppo*" con cui si accompagna la granita in Sicilia. Il termine potrà poi indicare anche altre ottomila cose, ma questo dato è incontestabile.


 

*Si dice che una delle più grandi forme d'amore sia la cessione a titolo totale o parziale, senza diritto di riscatto, del tuppo della propria brioche al proprio partner. Lo stesso vale per le relazioni di profonda e sincera amicizia.

Etimologicamente, la parola brioche è una parola normanna, da brier, che significa "impastare". E la cosa ha tantissimo senso, visto che i Normanni sono stati in Sicilia per un sacco di tempo. L'impasto è pieno di burro, e se volete ecco il link per una ricetta: https://www.tavolartegusto.it/ricetta/brioche-siciliana-brioche-col-tuppo/

Il Kipferl - l'antenato viennese del croissant francese e del cornetto italiano
La leggenda narra che, nel 1683, la città di Vienna si trovava sotto l'assedio dell'esercito ottomano. Quest'ultimo aveva scoperto un metodo per demolire le mura difensive della città, attraverso l'uso di esplosivi, durante le ore notturne. Tuttavia, l'astuzia venne vanificata da un dettaglio cruciale: a quell'ora, i fornai erano già attivi e avevano fiutato la minaccia imminente. In un gesto di avveduta prontezza, decisero di lanciare l'allarme in un modo inusuale ma efficace: sfornarono delle brioche con la forma della luna, simili a quella presente sulla bandiera turca. Nacque in questo modo il Kipferl, il primo dolce a forma di mezzaluna

Un dolce "su misura" per Maria Antonietta d'Austria... o forse no
Il nome croissant deriva, in maniera non particolarmente sorprendente, dal termine francese per "crescente". In maniera altrettanto prevedibile, questa parola fa riferimento alla forma del tipico dolce, che è quella di una luna, appunto, crescente. Il dolce deriva direttamente dal Kipferl, una specialità austriaca. Rispetto al cornetto non contiene uova, ed è meno zuccherato. La peculiarità del croissant, rispetto alle altre brioches, è che è stato inventato di proposito per un grande evento del 1770: il matrimonio tra Luigi XVI e Maria Antonietta d'Austria. 

Una versione più verosimile vorrebbe, però, che il croissant sia stato inventato da August Zang, ufficiale austriaco a Parigi, che possedeva una piccola pasticceria: la "Boulangerie Viennoise", intorno al 1800. Per questo motivo, ancora oggi, andando a Parigi è possibile trovare l'etichetta "viennoiserie" davanti al banco della colazione, oppure ordinare una "Viennoise au chocolat".

Kipferl - L'antenato viennese del Cornetto Italiano
Ma l'Austria aveva un contatto diretto anche con l'Italia, ed in particolare con la Serenissima Repubblica di Venezia. Venezia era uno snodo centrale per il commercio, e soprattutto il punto di ingresso principale per i prodotti provenienti dall'Oriente. Tra questi c'era anche il kipferl, che è poi stato "reinterpretato" dagli italiani, che hanno inventato il cornetto.

Ora che abbiamo fatto chiarezza su questa intricata questione della terminologia, possiamo finalmente fare colazione con quello che ci pare, senza il timore di un assedio ottomano. E se ciò dovesse mai accadere, almeno sapremo come difenderci con una buona fornitura di dolci a forma di luna crescente.



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