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Nove falsi miti sulla salute a cui credono molti italiani, smontati dalla scienza

Molti italiani hanno convinzioni radicate sulla salute che, in realtà, non resistono al vaglio della scienza. Alcune di queste credenze riguardano alimentazione, stile di vita e rimedi domestici.   1. Uova e colesterolo Il primo falso mito riguarda le uova: molte persone credono che mangiarle faccia aumentare automaticamente il colesterolo nel sangue. Questa convinzione nasce dagli studi degli anni ’60, quando si osservava un’associazione tra colesterolo alimentare e livelli di colesterolo plasmatico, senza considerare le differenze individuali nel metabolismo. La ricerca più recente ha dimostrato che, nella maggior parte delle persone sane, il colesterolo presente nelle uova ha un impatto minimo sui livelli ematici. Studi clinici indicano che consumare un uovo al giorno non aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari. Quindi, mentre chi ha problemi specifici di colesterolo dovrebbe fare attenzione, per la maggior parte delle persone le uova restano un aliment...

Scoprire la Profondità della Leggerezza: La Filosofia del Sandalo

Questo articolo è una parodia, un tributo e un manifesto.

Una parodia perché, in questo articolo, i confini tra la serietà e l'ironia sono molto labili e indefiniti. Avete presente Gianluca Gotto e le sue coordinate della felicità? Il blog di Mangia, Vivi, Viaggia? Da una parte verranno ripresi gli stessi argomenti, forse a volte estremizzati, a volte appoggiati, altre volte velatamente criticati.

Un tributo, perché è chiaro già dal titolo. Sandalo è stato il mio soprannome fin dai tempi di quando giocavamo a pallone in quartiere, tra vicini di casa. Qualcuno direbbe, forse, l'ultima generazione ad averlo fatto. Secondo me è una pratica salutare ancora oggi più diffusa di quello che si pensa. L'origine del soprannome è abbastanza ovvia: in estate (ma non solo), scendevo sempre a giocare a pallone coi sandali, in maniera rilassata, spesso rientrando dal mare. Senza paura di subire danni ai piedi, senza pensare al freddo, al caldo, alle pallonate, alla direzione del tiro. Senza pensare a nulla.

La filosofia del sandalo rispecchia quidi l'importanza di trovare il piacere nel momento presente e di abbracciare la spensieratezza che si può ottenere da un'esistenza libera e informale.


 

Per cui, citando Furio, un altro dei nostri:

Perchè star lì a rovellarti pure le budella, quando un paio di infradito possono risolvere tutti i problemi? Vado estremizzando la tua filosofia
(Facebook, 12 luglio 2013).

Da questo breve post nasce la definizione "Filosofia delle infradito", o "Filosofia del Sandalo", che rappresenta anche un manifesto, un ideale di vita.

L'approccio marxista alla filosofia del sandalo si sviluppa attraverso una lente critica nei confronti della frenesia capitalista. La "Filosofia del Sandalo" potrebbe essere vista come una risposta al capitalismo, poiché enfatizza la semplicità e il piacere nel momento presente, in contrasto con la ricerca incessante del plusvalore nel sistema capitalista. Come il marxismo critica l'alienazione del lavoro e l'accumulo di ricchezza attraverso lo sfruttamento, la teoria del sandalo promuove un approccio più rilassato e umano alla vita, respingendo la frenesia capitalista in favore di una maggiore spensieratezza e pienezza nell'esperienza quotidiana.

A un certo punto, però, ci siamo accorti che l'idea non è così originale, e che tanti nel mondo hanno sviluppato una propria "filosofia del sandalo":

In un vecchio casolare presso UrbinoSono andato ad abitare con mio cuginoMa nessuno dei due voleva lavorareAvevamo in testa i rasta tricolorePassavamo il nostro tempo ad ascoltare

La musica Reggae, Bob Marley, Peter ToshI Jefferson Airplane, i primissimi Pink FloydErano bei tempi, i tempi d'oroErano bei tempi, i tempi d'oro

Il duo Bucolico - I tempi d'Oro - 2011

U filosofo, il pescatore messicano e l'imprenditore

Nello stesso periodo dell'uscita del brano, intanto, frequentavamo le scuole superiori. Tutt'altra compagnia, tutt'altro background culturale, tutt'altra situazione. Tra i vari insegnanti, uno era soprannominato U filosofo (si ringrazia ovviamente Davide per l'invenzione e la diffusione di questo soprannome azzeccatissimo). Sorprendentemente non insegnava filosofia, ma matematica.

Grazie o filosofo, sono venuto a conoscenza della novella "L'imprenditore e il pescatore messicano". Si trova anche su internet, nulla di che, ma non la conoscevo. Ve la riporto copiaincollata da https://www.causaeffetto.com/storia-pescatore-e-uomo-di-affari/

Un ricco uomo d’affari americano, passeggiando lungo il molo di un piccolo villaggio costiero in Messico, stava riflettendo sul fatto che quella era per lui la prima vera pausa dal lavoro in più di dieci anni. Quella vacanza gli era stata non prescritta, ma letteralmente imposta dal suo dottore per staccare momentaneamente la spina da tutto e da tutti. Affari e responsabilità lo avevano infatti asfissiato di impegni e sommerso di stress. All’improvviso l’imprenditore, ancora avvolto nella nuvola dei propri pensieri, notò una piccola e modesta imbarcazione avvicinarsi al molo, e sulla stessa vide un uomo con diversi grandi pesci.

Attraccata la barca, il ricco uomo d’affari – incuriosito – si diresse verso il pescatore e si complimentò con lui per l’abbondanza del pescato. Non esitò quindi a chiedergli quanto tempo avesse impiegato per catturare tutti quei pesci. Il pescatore, umilmente, rispose, “Non molto tempo, señor”. L’uomo d’affari allora chiese, “E perché non sei rimasto di più in mare? Avresti catturato molti più pesci”. Alla domanda il pescatore messicano rispose, “Perché, señor, ne ho a sufficienza per sostenere la mia famiglia, darne un po’ agli amici e venderlo al villaggio”. “Ma come? E come passi il resto del tuo tempo?”, chiese l’imprenditore.

Il pescatore, sorridendo, disse, “Dormo fino a tardi, señor, gioco con i miei figli, faccio una siesta con mia moglie, ogni pomeriggio poi vado al villaggio. Lì bevo buon vino e suono la chitarra con i miei amigos”. L’uomo d’affari lo guardò interdetto, e poi rispose. “Ascolta. Io ho preso un Master in Business Administration ad Harvard e posso aiutarti a scalare. Potresti cominciare pescando più a lungo ogni giorno. Venderai così i pesci in più. Con i soldi guadagnati potrai comprare una barca più grande, poi una seconda barca, una terza, e cosi via fino ad avere una tua intera flotta di pescherecci“. “Davvero señor?” rispose il pescatore messicano. “Proprio così. Invece di vendere il tuo pescato giù al villaggio” proseguì l’imprenditore che nel frattempo si era infervorato, “potrai venderlo direttamente ai grandi produttori, per poi avviare tu stesso un personale conservificio. Controllerai così l’intera filiera di fornitura, produzione e distribuzione del pesce. Dovrai però ovviamente lasciare il tuo piccolo villaggio e trasferirti in una città più grande, New York ad esempio, dove potrai gestire al meglio la tua grande azienda in espansione”.

Il pescatore allora chiese, “Quanto tempo richiederà tutto questo, señor?”. Il ricco uomo d’affari rispose, “Venti, forse venticinque anni”.“Y dopo, señor?” chiese ancora il pescatore. “E dopo? Dopo è proprio quando le cose diventano interessanti”, rispose l’uomo di affari fiero. “Quando sarà il momento giusto annuncerai alla borsa valori la tua Offerta Pubblica Iniziale e venderai  le azioni della tua azienda. In questo modo diventerai ricco. Farai milioni“. “Milioni? Davvero? E dopo señor?”. “Beh” rispose pensieroso l’uomo d’affari, come fulminato da una inaspettata consapevolezza, “dopo potrai finalmente ritirarti e muovere verso un piccolo villaggio costiero. Lì potrai dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i tuoi figli, fare una siesta con tua moglie, andare il pomeriggio al villaggio per gustare buon vino e suonare la chitarra con i tuoi amigos”.

Nella ricerca di felicità, forse è il momento di abbracciare la "Filosofia del Sandalo", di trovare gioia nei piccoli piaceri quotidiani, di non farsi sopraffare dalla corsa all'accumulo di ricchezza e successo. Come il pescatore che ha scoperto che la ricchezza vera è nel vivere in armonia con se stesso e con la propria famiglia, possiamo imparare a rallentare, a gustare la vita e a trovare il nostro "villaggio costiero" personale dove possiamo ritirarci quando il tempo sarà maturo. Che si tratti di sandali o di infradito, di siesta o di casolari presso Urbino, la chiave è trovare la nostra felicità nel momento presente.

Licc

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